Le donne italiane sono sempre più capitane di impresa e raggiungono quota 1,6 milioni, al top nella graduatoria europea. Lo evidenzia il Quinto Osservatorio di Confartigianato Donna Impresa, nel sottolineare come tuttavia le pari opportunità siano ancora lontane. La voglia di fare impresa tra le donne italiane è dimostrata anche dal dato relativo alle imprenditrici artigiane che tra il 2006 e il 2007 sono aumentate dello 0,8%, attestandosi a quota 363.185. Nonostante il boom di imprenditrici e lavoratrici autonome resta comunque il fatto — rileva l’Osservatorio Confartigianato Donna impresa — che l’Italia ha il record negativo nell’Ue per la più bassa partecipazione delle donne italiane al mercato del lavoro: il tasso di attività delle donne tra 15 e 64 anni è del 50,7%, rispetto al 63,3% della media dell’Europa a 27. Ma il richiamo dell’imprenditoria cresce e nel 2007 le imprenditrici e lavoratrici autonome rappresentavano il 17,4% del totale delle occupate italiane, a fronte della media europea del 10,1%. Tra il 2000 e il 2007 il numero delle donne impegnate al vertice delle imprese italiane è cresciuto inoltre del 7,2%, rispetto all’aumento del 4,4% della componente maschile. Questa dinamica è più accentuata nel Centro e nel Mezzogiorno. In particolare nel Sud e nelle Isole la crescita delle imprenditrici è pari al 9,6%, tripla rispetto al 3,2% della componente maschile. Imprenditrici e lavoratrici autonome lavorano in media 41 ore alla settimana, vale a dire 9 ore in più rispetto alle 32 ore settimanali delle dipendenti. Ma il lavoro femminile, sia autonomo che dipendente, è ostacolato dalle carenze dei servizi pubblici per sostenere le donne nella cura dei figli e dei familiari anziani.