di Matteo Berselli Nel 2008 erano cresciute solo le rette degli anziani, nel 2009 aumenteranno quasi tutte. Le case di riposo fanno sempre più fatica a far quadrare i conti, e anche una corazzata come il Vismara di San Bassano non fa eccezioni. Inevitabile, quindi, la stangatina di fine anno, tant’è che da dopodomani (1 gennaio) le famiglie dei degenti dovranno affrontare sensibili rincari: dai 30 ai 60 euro in più al mese. La filosofia che ha a lungo ispirato i vertici della fondazione sambassanese suggeriva di non aumentare mai le tariffe per due anni di fila. Principio che stavolta, seppur a malincuore, è stato disatteso. Il sacrificio maggiore è richiesto a chi ha un famigliare ricoverato nella Residenza Sanitaria Assistenziale: le quote, già ritoccate un anno fa di 1,5 euro al giorno, sono lievitate di altri due euro. Nel 2009 un giorno in Rsa non costerà più 49 euro ma 51. Una crescita del 4 per cento. La stessa che dovranno fronteggiare i parenti dei malati di Alzheimer, le cui rette (invariate dal 2006) sono passate da 52 euro giornalieri a 54. Aggiustamento che proiettato nel lungo periodo viene a costare ai famigliari oltre 700 euro all’anno. Non pochissimo, insomma. Più contenuto il rialzo per gli ospiti della Rsd (Residenza Sanitaria Disabili): in questo caso le tariffe sono salite solo di 1 euro, assestandosi a quota 61. Inalterato, è questa l’unica buona notizia per i ‘nonni’ e i loro parenti, il costo del centro diurno integrato: gli utenti continueranno a pagare 18 euro al giorno, importo tra i più bassi del panorama provinciale. Le turbolenze dello Ios di Sospiro insegnano: amministrare strutture assistenziali di simili dimensioni (gli ospiti del Vismara sono circa quattrocento) è molto più complesso rispetto al recente passato: i costi di gestione sono in costante aumento, e i finanziamenti pubblici, per contro, diminuiscono. Razionalizzare è diventata la parola d’ordine, e ne sanno qualcosa i venticinque lavoratori a tempo determinato ‘non riassunti’ un anno e mezzo fa, dopo la scadenza del loro contratto. Un’altra delle decisioni dolorose compiute dall’ente per mantenere elevato lo standard dei servizi.