di Gilberto Bazoli Cremona avrà il primo attracco pubblico per piccole imbarcazioni. Il pontile galleggiante, lungo 10 metri e largo 3, sarà costruito nella zona del Pennello, vicino alle Colonie padane, e costerà 180.000 euro, metà stanziati dal Comune e metà dalla Regione. La giunta ha dato il via libera ai lavori, che dovrebbero cominciare a fine estate-inizi d’autunno. «È dal 2002 e forse anche prima che chiediamo la realizzazione di quest’opera - dicono Pietro Alquati e Giacomo Sartori, presidente e consigliere della Lega Navale Italiana -. Finalmente si parte». Il progetto, le cui fasi sono state seguite dall’assessore all’ambiente Carlo Dal Conte e dal direttore del Settore lavori pubblici Marco Pagliarini, prevede la realizzazione di un pontile autolivellante, in funzione delle oscillazioni del livello medio del fiume. Si arriverà all’attracco, ancorato con funi d’acciaio a manufatti in cemento armato, da una passerella mobile di 6 metri per 3. Il pontile sarà collegato alla rampa d’accesso al fiume, recentemente realizzata dall’Aipo, attraverso l’installazione di una cremagliera e di un verricello. Tenuto conto della notevole pendenza della rampa, si ricorrerà a un sistema di discesa pedonale sicuro. Sempre per ragioni di sicurezza, verrà costruita una staccionata di ferro di 200 metri, sia lungo la rampa d’accesso al Po, sia lungo il camminamento verso il pontile. Per consentirvi l’accesso, le sponde del fiume in quella zona verranno ripulite dalla vegetazione spontanea. Saranno anche eseguite opere di bioingegneria per il consolidamento delle rive. «Il Po avrà un punto di arrivo-partenza pensato per ricevere natanti di piccolo cabotaggio», dicono in Comune. Un attracco destinato a «un turismo giornaliero che si serve di piccole imbarcazioni e che si colloca all’interno di un contesto comprendente il turismo ambientale, storico-culturale, gastronomico e sportivo». «Anche Cremona sarà dotata di un attracco pubblico per piccoli natanti. È da anni che se ne parlava. Chiunque vorrà mettere in acqua, gratuitamente e in sicurezza, la sua canoa o la sua barca, adesso potrà farlo - commentano i rappresentanti della Lega Navale Italiana -. Gli attracchi esistenti, quelli presso le società motonautiche, sono privati e a pagamento». L’operazione permetterà «di recuperare una zona oggi semidegradata e completare, sull’acqua, il Parco del Po». Soddisfatti per avere ottenuto questo risultato, il presidente e il consigliere della Lega Navale Italiana guardano già al prossimo traguardo: «Rimane il problema della sede per la nostra associazione. Speriamo che presto si sblocchi anche questa vicenda».