RHO-PERO (Milano) — Oltre mezzo milione di metri quadrati di superficie, duemila persone al lavoro nel cantiere che è stato definito «il più grande d'Europa», 750 milioni di investimento completamente autofinanziato. Sono questi alcuni dei numeri del nuovo polo di Fiera Milano. Negli anni '70 il mondo si stupì per la copertura dello stadio olimpico di Monaco. Nulla a confronto della grande vela di Fuksas che attraversa come una spina dorsale i padiglioni del nuovo polo fieristico. Sono proprio i 38 mila metri quadrati ondeggianti di vetrata destinati a diventare il simbolo dell'imponente opera, realizzata in un'area tra i comuni di Rho e di Pero dove un tempo sorgeva la raffineria dell'Agip. Un'ex area industriale con grandi problemi di inquinamento e poi, dismessa la raffineria, a rischio degrado, recuperata non solo come polo espositivo di primaria importanza per l'economia ma anche dal punto di vista estetico. La nuova fiera, firmata dall'architetto Massimiliano Fuksas, si presenta infatti non solo come un progetto di grande ingegneria ma anche come opera di design in grado di valorizzare una zona anonima a nord-ovest di Milano. Lunga 1.300 metri, la vela copre il grande viale che attraversa la fiera e che arriva fino alla stazione della metropolitana. Lungo il percorso pedonale coperto oltre a ristoranti, show room e strutture di servizio ci sono anche due ovali adibiti a sale per conferenze. Per i grandi convegni è invece stato realizzato un centro congressi suddiviso in 10 sale per 2.600 posti. I padiglioni, realizzati in vetro e in strutture metalliche, abbinati alla grande vela, danno luce ovunque. Tra l'altro per evitare il surriscaldamento dei locali vi sono impianti di refrigerazione che attraversano i pavimenti. Inoltre in molte zone sono state realizzate delle vasche con il fondo di ciottoli color antracite che si abbinano all'ambiente e che danno una sensazione di refrigerio. La fiera oltre agli spazi espositivi offre tutti i servizi che possono essere utili agli operatori: l'ufficio postale, la banca, ristoranti di diverse tipologie (self service, free slow e servizio al tavolo), grandi snack bar e un centro multifunzionale. Secondo uno studio svolto dalla Fondazione Fiera Milano e dal Centro di Economia regionale, trasporto e turismo dell'Università Bocconi, il sistema espositivo organizzato su due poli (il nuovo di Rho-Pero e il polo urbano di Milano ridotto a un terzo rispetto all'attuale dimensione) «a regime produrrà ricchezza a livello regionale per 4,3 miliardi di euro, attivando circa 42.700 posti di lavoro». Per l'acquisizione dei terreni e la costruzione del polo di Rho-Pero sono stati investiti 750 milioni, finanziati grazie all'intervento di un pool di banche coordinate da Banca Intesa. L'investimento complessivo, tenuto conto anche della costruzione dei servizi annessi, soprattutto alberghi, raggiunge i 900 milioni. Le aziende che dall'ottobre 2002 hanno lavorato in subappalto sono circa 200. La maggior parte lombarde, dal resto d'Italia soprattutto campane, siciliane e abruzzesi. Dall'Europa sono invece arrivate ditte in particolare da Olanda, Germania e Francia. Nel momento di massimo lavoro, in cantiere erano impegnate circa duemila persone provenienti da un totale di 62 Paesi del mondo: dall'Egitto all'Albania, da Sri Lanka all'Australia.