di Davide Bazzani Visita di alto profilo al Consorzio Casalasco del Pomodoro. Per la prima volta è venuto a vedere di persona la sede dell’importante realtà produttiva il nuovo prefetto di Cremona, Tancredi Bruno Di Clarafond. Ad attenderlo c’erano il presidente dell’azienda Paolo Voltini, il vicepresidente Marco Sartori, il direttore Costantino Vaia e alcuni consiglieri. Presenti il presidente della Provincia Giuseppe Torchio (costretto ad allontanarsi perché atteso a Roma per le 19), l’assessore provinciale all’Agricoltura Giorgio Toscani, il consigliere provinciale Fermo Borini, il vicesindaco di Rivarolo del Re Massimiliano Bottoli, i sindaci di Tornata e Spineda Francesco Compagnoni (‘trait d’union’ dell’evento) e Davide Caleffi, il presidente della Libera Associazione Agricoltori Antonio Piva, il presidente della Camera di Commercio Gian Domenico Auricchio, il direttore del quotidiano ‘La Provincia’ Vittoriano Zanolli, il vicedirettore della ‘Libera’ Ildebrando Bonacini, il presidente di Confcooperative Cremona Renzo Nolli e il direttore Andrea Tolomini, il direttore dell’Associazione Industriali Ernesto Cabrini, il capitano Luigi Regni, comandante della Compagnia dei carabinieri di Casalmaggiore. Nella sala riunioni Voltini ha ringraziato il prefetto e tutte le altre personalità presenti per la visita «a questa eccellenza agroalimentare, partita dal nulla e diventata una delle realtà più importanti per il settore del pomodoro e non solo». Un’azienda «dinamica e giovane» che «valorizza sempre il socio». Vaia ha ‘fotografato’ l’azienda dal 1977, anno di creazione della cooperativa, ad oggi. Oltre 200 i milioni di euro di fatturato, con 4 stabilimenti di produzione (due a Rivarolo, uno a Fontanellato e uno a Felegara), 40 linee di produzione e confezionamento, leader nel co-packing di salse, sughi, zuppe, condimenti e bevande per le migliori marche, con una raffica di certificazioni di qualità acquisite e una forte proiezione sui mercati esteri (il 66% del marchio Pomì va in Germania e Usa). «Sapevo che era una bellissima realtà, ma non fino a questo punto», ha commentato Di Clarafond, che ha sottolineato come «nella provincia di Cremona siano ben rappresentati due colori della bandiera italiana, il bianco-latte e il rosso-pomodoro». Toscani ha elogiato le «notevoli capacità degli imprenditori agricoli». Piva ha detto di essere «affezionato» alla realtà rivarolese: «Come presidente di Confcooperative nel 2000 qui trovai un problema (allora la situazione non era proprio florida, nda). Mi hanno impressionato la volontà e la testardaggine che hanno portato questa struttura in pochissimo tempo a livelli altissimi. I dirigenti meritano un plauso per quel che hanno fatto». Bottoli ha infine espresso, prima di una visita allo stabilimento, «l’orgoglio di avere a Rivarolo un’azienda in continuo sviluppo, impensabile fino a qualche tempo fa».