I primi mulini ad acqua, costruiti in legno, risalgono a prima del 1185. La loro valenza economica viene testimoniata da Statuti contenenti una rigida regolamentazione dell'attività. Nel 1606 un censimento mette in evidenza un'alta densità di presenze di mulini, in una zona, quella cremasca, geograficamente ricca di rogge. A partire dal 1483 compaiono notizie sempre più frequenti intorno ai mulini da mano: la complementarietà di questi ultimi risulta importante nei momenti di variabilità dei corsi d'acqua e di liti tra mugnai e possessori di rogge. Durante la rivoluzione industriale, la necessità di migliorare la produttività rese sempre più sofisticato il meccanismo di macinatura soppiantandone l'idea di 'arte nelle mani del mugnaio'. Con la tecnica dei cilindri, infatti, le fasi di lavorazione del prodotto venivano schematizzate in 'diagrammi di macinazione' che il mugnaio poteva modificare in funzione delle esigenze del cliente, dando il via ad una produzione avanzata.