di Gianpiero Goffi CREMONA — Psicoterapeuta e analista adleriano, residente a Cassano d’Adda e per anni con studio anche a Cremona, Domenico Barrilà, è autore di numerosi saggi di psicologia, non solo teoreticama fondata sull’esperienza pratica, ricchi di esemplificazioni utiliad individuare cause profonde, manifestazioni, evoluzioni e possibili cure delle patologie riscontrate. Puntando, soprattutto, sulla prevenzione. Specifico e approfondito è poi il suo interesse per il rapporto fra genitori e figli e, più in generale, fra educatori e bambini. Da qualche anno ha deciso di rivolgersi direttamente a questi suoi piccoli interlocutori e di parlare loro di psicologia, ovviamente con il linguaggio più adatto all’età degli alunni delle scuole elementari. Un linguaggio in buona parte supportato da figure. E’ nata da qui la collaborazione di Barrilà con Carthusia, casa editrice per ragazzi, e con l’illustratrice Emanuela Bussolati. Un anno fa la prima pubblicazione, Il coraggio di essere coraggiosi, che ha ottenuto un ampio successo di lettori e ha vinto la 26ª edizione del Premio nazionale «Alpi Apuane» quale miglior libro per l’infanzia. Ne sviluppa ora le intuizioni, nella medesima collana («Crescere senza effetti collaterali ») e in analoga veste tipografica, Il coraggio di essere Io (40 pagine, euro 12,90). Un percorso ricco di stimoli, di domande e di risposte il cui messaggio, per i bambini, è fondamentalmente la messa in guardia dai rischi dell’omologazione «che tranquillizza perché protegge nel ventre della collettività, ma che può rendere invisibili e anonimi, facendo disperdere lo speciale talento che ognuno possiede ». Sottolineare l’«Io»nonè necessariamente frutto di concezioni o propensioni egoistiche: la persona, forse soprattutto quella del bambino, è sempre posta e considerata in relazione con gli altri, ma la relazione vaintesacomearricchimento reciproco, come apporto critico, offerto da ciascuno, della propria irripetibile originalità, noncomeannullamento in quello che pensano, dicono o fanno «tutti» o «i più». In uno dei disegni di EmanuelaBussolati compaiono due bambine fisicamente uguali, verosimilmente gemelle, che affermano all’unisono: «Non mi piace quando ci confondono!». Ad aiutare poi i piccoli lettori nella presa di coscienza di sè intervengonoin queste pagine alcuni animaletti: una tartarughina appena uscita dall’uovo, Biri («il cagnolino sempre fedele »), una lunga fila di formiche e Miki, una formichina sempre «fuori dalle righe». Aconferma che «Chiunque sia vivo, bambino, grande o animale, ha sempre una grande paura...di non contare nulla, di nontrovare il proprio posto, di essere scartato». Perreagire con coraggio a queste paure, per accettarsi e farsi accettare, questo nuovo libro offre indicazioni che responsabilizzano ciascuno, e che perciò risultano utili a tutti, adulti compresi. Inrealtà, ammette in tono semiserio Barrilà, scrivo per gli adulti...Ma possono leggermi anche i bambini.