di Roberto Codazzi CREMONA — Un tomo di oltre mille pagine (1.005 per la precisione), frutto di tanti anni di ricerche e di esperienza, che rappresenta una summa del passato, contenendo il curriculum dei liutai italiani e stranieri che hanno operato in Italia dall’inizio dell’Ottocento. Ma è anche un’opera nuovissima perché riporta le informazioni relative ai liutai del nostro tempo, italiani e stranieri, che lavorano nel nostro Paese, e di tutti i diplomati nelle varie scuole italiane. Tutto ciò, e altro ancora, è Liutai in Italia - Violinmakers in Italy, l’ultimo lavoro— l’ultima fatica sarebbe il caso di dire—di Gualtiero Nicolini, attuale presidente dell’Associazione NazionaleAmici della Liuteria Italiana e da una vita impegnato a divulgare l’arte che fu di Stradivari, siacomedocente — è stato a lungo responsabile della sezione liuteria e vice preside della Scuola Internazionale ‘Antonio Stradivari’ di Cremona— sia come pubblicista. Nel ponderoso volume vengono inoltre presentati gli artisti che costruiscono cembali, arpe, ‘copie’ di strumentiantichi, altri strumenti popolari, oltre a bassi, chitarre elettriche e archi. Per ciascuno sono riportati luogo di lavoro, l’attuale indirizzo; di molti sono pubblicate foto ed etichette. Viene infine riportata l’attuale valutazione degli strumenti ad arco dei maggiori maestri liutai del Novecento. Sezione quanto mai utile, quest’ultima, perché essendo quasi impossibile, salvo per i pochi fortunati (musicisti o collezionisti) che hanno un conto in banca degno di Paperone, arrivare ad acquistare uno strumento di epoca classica, il mercato, antiquario e non, si sta sempre più dirottando sulle opere del Novecento storico. Il volume diNicolini, edito da Alberto Perdisa, ha testo bilingue, italiano e inglese.