La costruzione del Battistero cominciò nel 1167, in un periodo di grande fermento architettonico. La vicina Cattedrale era stata iniziata nel 1107, ma il cantiere venne distrutto dieci anni dopo da un devastante terremoto e solo nel 1190 cominciò la ricostruzione. Il Battistero è quindi di un paio di decenni precedente rispetto al Duomo e, come l’edificio principale, ha subito continui rimaneggiamenti fino a tutto il Rinascimento. La pianta è ottagonale, secondo l’uso medievale: il numero otto allude infatti alla Resurrezione e per estensione al battesimo. La struttura romanica è evidente in particolare nei sei lati in cotto, sulle cui facciate si aprono piccole bifore e monofore. Vi si vedono inoltre le tracce di due porte che sono state successivamente chiuse. La trasformazione avvenne tra il 1553 e il 1559 per opera di Gabriele e Francesco Dattaro e a Sebastiano Nani. Due delle tre porte originali furono chiuse, i due lati vicini alla Cattedrale furono rivestiti dello stesso marmo rosa di Verona. Profonde modifiche furono apportate nella parte superiore dell’edificio, a cui furono aggiunte la loggia con i pilastrini, la fascia in cotto e una nuova copertura. La lanterna è dominata da una copia di bronzo della statua dell’Arcangelo Gabriele conservata all’interno. Per secoli, il Battistero è stato centro di vita religiosa, ma anche punto di riferimento della società civile. Non mancano neppure alcune curiosità. Su uno dei lati che dà su piazza Zaccaria sono tuttora ben visibili le incisioni dei modelli del mattone e della tegola in uso nelle fabbriche edili cremonesi fino al secolo scorso. Più macabra la testimonianza di alcune date incise sul lato che dà sul Camposanto dei Canonici: un tempo la Canonica era unita al Battistero e la stanza che ora non c’è più era una cella riservata ai condannati a morte, che passavano l’ultima notte nella cappella di San Girolamo. Ebbene, le date ancora visibili sarebbero l’ultima testimonianza dei prigionieri: verità o leggenda?