di Roberto Codazzi CASALBUTTANO — La ‘Piccola Manchester’ vanta un patrimonio culturale assolutamente straordinario per un paese di provincia. Qui sono infatti nati o hanno trovato ospitalità personaggi di eccezionale importanza nel campo dell’arte e della cultura, conosciuti in tutto il mondo. La vicenda più popolare è sicuramente quella legata a Vincenzo Bellini, catanese d’origine ma casalbuttanese d’adozione. Il grande operista, protagonista del gossip dell’epoca, ebbe a Casalbuttano una bollente storia d’amore con Giuditta Cantù, moglie del magnate locale Ferdinando Turina. La relazione scandì gli anni d’oro del celebre compositore, che frequentò Casalbuttano, palazzo Turina e (soprattutto) la bella Giuditta negli anni dal 1828 al 1833, come si evince anche dal suo epistolario. Alcuni documenti in proposito sono stati rinvenuti a Bologna, e non è un caso. Nel capoluogo emiliano ha infatti vissuto e lavorato un altro casalbuttanese doc, che proprio al ménage tra Bellini e la Turina ha dedicato molti studi. Si tratta di Antonino Cervi, illustre critico musicale del Resto del Carlino e soprattutto padre del noto attore Gino Cervi, il quale pur essendo nato sotto le due Torri (di Bologna) ha sempre considerato il paese della Torre della Norma la sua patria d’origine. Vi ritornava di frequente per trovare gli zii Agostino, Bettina e Giannino Cervi, che in paese abitavano nella popolare Rìa Frèda, attuale Via Battisti. L’ultima sua visita risale all’inverno 1973, a pochi mesi dalla morte, quando si trovava a Cremona per recitare la commedia di Diego Fabbri Un ladro in Vaticano al teatro Ponchielli. In Rìa Frèda, sorta di nostrana Montmartre, ha vissuto anche una interessante famiglia di artisti, quella dei Digiuni. Luigi Diugiuni (Casalbuttano, 1878 — Cremona, 1937) in particolare, è annoverato tra i più significativi liutai cremonesi del Novecento e nella sua bottega, in corso Garibaldi a Cremona, ha costruito un centinaio di violini, oltre a viole, violoncelli, contrabbassi e a un numero imprecisato dai chitarre, strumenti oggi molti apprezzati. Ma è proprio nel campo della liuteria che Casalbuttano offre la sua sorpresa più grande, vista la dimensione del personaggio. Lo scoop è piuttosto recente (risale a una decina d’anni fa) ed è noto più che altro nella cerchia degli specialisti e degli addetti ai lavori. Lo studioso Carlo Chiesa, artefice anche della clamorosa scoperta del Testamento di Stradivari a Cremona, ha infatti rinvenuto nell’archivio della parrocchia di Casalbuttano l’atto di nascita di Andrea Guarneri (Casalbuttano, 13 luglio 1623 – Cremona, 7 dicembre 1698), il capostipite della celebre dinasty di liutai che ha poi dato alla luce il genio Giuseppe Bartolomeo Guarneri detto «del Gesù». E se oggi Cremona si vanta di essere la capitale mondiale della liuteria, in parte lo deve anche a Casalbuttano.