di Gilberto Bazoli Pochi lo sanno, ma il telaio formato da quattro travetti di legno conservato nei depositi del Museo civico è il Carroccio, simbolo ieri della lotta dei Comuni contro Federico Barbarossa e oggi della Lega. Il Comune ha deciso di restaurarlo e metterlo in mostra ad autunno, nell’ambito delle manifestazioni per ricordare i 900 anni della Cattedrale e gli 800 del Municipio. Quel Carroccio fu il protagonista della battaglia di Legnano (1176), nel corso della quale Alberto da Giussano impedì che il trofeo cadesse nelle mani dell’esercito imperiale e fece in modo che restasse in quelle di Milano. Ma, nel 1213, il Carroccio fu catturato dai nemici. Secondo alcuni storici, venne portato a Roma e lì bruciato. Ma stando ad altre autorevoli ricostruzioni Federico II lo diede a Cremona, sua alleata. Venne esposto in Duomo diventando proprietà del ‘Perinsigne Capitolo della Cattedrale’. Il 22 maggio 1955 fu trasferito in una sala del Museo e da lì portato negli scantinati, dove da allora giace semidimenticato. Ancora per poco. Grazie al sindaco Gian Carlo Corada: «Parlo come amministratore ma anche come appassionato di storia. Il Carroccio rappresenta una testimonianza di assoluta importanza e di grande valore. Merita di essere sistemato e messo in mostra». L’intervento, autorizzato nei giorni scorsi dalla Sovrintendenza, è stato affidato a uno specialista del legno, Vincenzo Canuti, che dopo tre anni ha quasi ultimato il recupero del preziosissimo ‘Platina’, l’armadio in cui venivano custoditi gli antichi codici del Duomo. «È vero che del Carroccio è rimasto solo lo scheletro, ma il suo stato di conservazione è buono - spiega la direttrice del Museo Ivana Iotta -. Per la mostra sarà realizzata anche una ricostruzione virtuale». Costo previsto del restauro 30.000 euro, interamente frutto del contributo di una banca. Non sta nella pelle la Lega: «Bravo Corada. È giusto che il Comune valorizzi la storia dei lombardi e non solo quella degli immigrati, come ha fatto con i manuali in arabo e cinese», commenta a caldo il segretario cittadino Dario Arrigoni, che domani sarà al raduno di Pontida: «Ne parlerò con gli altri». Rifondazione comunista è cauta: «Se si tratta solo di un recupero, bene - afferma, il coordinatore Maurizio Guerrini -. Attenzione, però, da una parte alle polemiche ma anche, dall’altra, a prestarvi il fianco». Il sindaco che ha resuscitato il Carroccio è sicuro del fatto suo: «La storia è storia. La storia è di tutti. Umberto Bossi? Credo che il restauro del Carroccio gli piacerà come non credo che possa dispiacere ad altri».