MICHAEL CONNELLY - AVVOCATO DI DIFESA (PIEMME - PAG.432 - 19,90 EURO) Probabilmente Michael Connelly è arrivato a un punto della sua carriera (leggi: scrittore di successo, tre milioni di copie vendute solo in Italia) in cui si può consentire di sperimentare. Non certo di cercare strade di stile diverse, quanto di proporre a un pubblico «abituato» alla linearità delle sue storie modelli diversi, ma non tanto. E questa volta con «Avvocato di difesa» il modello è diverso per il protagonista, non tanto per come la storia si sviluppa. L' «avvocato» è Mickey Haller e, come ha ammesso in una recente intervista lo stesso Connelly, esiste veramente, anche se, ovviamente, nella vita di tutti i giorni ha un altro nome. Haller è un avvocato di strada, e mai definizione fu più azzeccata perchè il suo «ufficio» - o qualcosa che gli somiglia - è il sedile posteriore della sua auto, dove trovano posto fascicoli, penne, blocchi per appunti e pc. Peraltro, il titolo originale del libro è appunto «The Lincoln lawyer», dove Lincoln è la nota marca di una automobile americana. Nella sua vita professionale, Haller ha sempre tirato a campare difendendo il sottobosco della criminalità di Los Angeles, delinquenti di mezza tacca, spacciatori, ladruncoli. Gente che non è certo difficile difendere davanti al giudice, ma che non ti riempie le tasche di denaro. Un avvocatuccio per piccoli reati. Ma la vita, per lui, sembra imboccare una strada diversa quando a chiedere il suo aiuto professionale è un giovane di Beverly Hills, affascinante e danaroso, che è stato accusato di avere aggredito una donna, incontrata casualmente in un bar. Per Haller sembra la causa più facile del mondo e, anche, potenzialmente rparecchio emunerativa, rispetto al poco impegno che impone. Los Angeles non è certo una città che fa onore al suo nome e di aggressioni e schermaglie amorose andate oltre il limite della decenza che ce sono sempre. L'avvocato che lavora sull' auto accetta e si frega già le mani pensando al futuro guadagno. Ma, dice Murphy e le tante versioni della sua «legge», se una cosa cattiva può accadere, stai sicuro che accadrà. Ed in effetti il peggio accade quando, apparentemente senza nessuna plausibile spiegazione, il detective che tante volte aveva coadiuvato Haller viene assassinato. Per il legale le due storie - il processo al playboy di Beverly Hills e l'uccisione del suo collaboratore -, apparentemente lontane, alla fine si intrecciano e per lui tutto diventa complicato e pericoloso. Ma non al punto di impedirgli di andare fino in fondo, per ottenere le risposte che l'improvviso incubo nel quale è precipitato gli pone.