BOB WOODWARD - LE VERITA' NEGATE (SPERLING & KUPFER - PAG.616 - 19,00 EURO) La nostra società, tra televisioni e giornali, tra internet e 'passaparolà di diversa natura, vive di icone, anche se qualche volta questa definizione appare ormai usurata. E le icone - altrimenti che icone sarebbero? - devono essere accettate per quello che sono ed è forse questo che alimenta il loro mito. Una delle icone del giornalismo statunitense - ma anche di molta parte del resto del pianeta - è Bob Woodward che, a differenza del suo amico e collega Bernstein, del 'capitalè di consenso accumulato dai tempi dell'inchiesta sul Watergate ha fatto tesoro ed è andato avanti, mettendo a segno altri e importanti - nel senso anche di analisi storica - best seller, alcuni dei quali hanno riguardo la controversa presidenza di George W.Bush. Ma questo suo «Le verità negate» ha una caratteristica che balza evidente sin dalle prime pagine: è il primo libro di aperta critica al presidente e alla sua Amministrazione, per ciò che hanno detto prima e durante la campagna irachena, per ciò che hanno nascosto prima e durante la guerra. Un libro che serve a fare capire gli Stati Uniti dal versante americano, che nei confronti del Presidente, del comandante in capo è molto meno tenero di quanto si possa pensare. «Le verità negate» ha una prosa secca, con frasi brutalmente brevi, ma terribilmente efficace, nello stile caro al giornalismo anglosassone e che pochi seguaci ha in Italia. Un libro in cui George W.Bush esce ridimensionato nella sua statura di leader mondiale, ma anche nel rapporto che ha instaurato con i collaboratori, alcuni dei quali - Rumsfeld, in primo luogo - dipinti più come cause che non effetto di una cattiva amministrazione. Su un punto l'analisi di Woodward è dura, anzi spietata - nè potrebbe essere altrimenti, per un libro che porta questo titolo -: la mancanza di chiarezza, la mancanza di sincerità. Da Bush e dalla sua squadra in questi anni, questo il senso delle affermazioni dell'autore, si è istituzionalizzata la politica della cortina di fumo che si è dapprima rivolta verso gli americani/elettori, poi verso il Congresso (che di quegli americani è il rappresentante), poi, per assurdo, anche nei confronti di loro stessi, quasi che il ripetere cose inesatte o parziali come fossero 'mantrà a poco a poco le rendesse verosimili o addirittura vere. Leggendo «Le verità negate» c'è da chiedersi come è possibile che un 'similè presidente possa essere rimasto in sella nonostante libri, come quelli di Bob Woodward, abbiano dimostrato, impietosamente che il 're è nudo'.