GIORGIO GIORGERINI - 'ATTACCO DAL MARE' (MONDADORI - PAG.453 - 20,00 EURO) Una delle pagine più belle della storia della Marina militare italiana è stata scritta dagli uomini che, tra le due Guerre mondiali, alla guida di piccoli e pericolosi (anche per chi li pilotava) mezzi d'assalto, seppero infliggere ai nemici danni che forse furono più gravi dal punto di vista della propaganda che nell'evolversi degli eventi bellici. Pagine che sono ancora bene impresse nell'immaginario italiano, perchè hanno dato lustro a uomini che rischiavano la vita pur di colpire al cuore navi e impianti nemici grazie a mezzi (dai 'barchinì ai 'maialì) resi pericolosi, oltre che per le intrinseche capacità offensive, anche dal fatto che erano stati pensati, progettati e realizzati per colpire il nemico nel cuore delle sue difese, ritenute - da qui l'effetto psicologico - pressochè inviolabili. «Attacco dal mare», di Giorgio Giorgerini (storico, attuale consulente dello Stato maggiore della Marina, direttore del Forum di relazioni internazionali e dell'Almanacco navale, rassegna di tutte le Marine da guerra del mondo), non è semplicemente un omaggio al coraggio e all'ardore degli uomini dei mezzi d'assalto italiani, ma è anche una storia 'ragionatà di una vera e propria epopea, per nulla macchiata dall'evoluzione negativa che quei corpi d'elite ebbero dopo l'8 settembre, quando prevalse l'aspetto repressivo di una macchina da guerra ideata per un nemico 'ufficialè e non certo per una lotta fratricida. Il libro di Giorgerini incuriosirà chi non ha mai letto volumi di questo contenuto, ma arricchirà la cultura anche di di coloro che hanno da sempre ammirato gli uomini di queste unità della Marina militare italiana, perchè attinge a rapporti di servizio che danno, degli equipaggi dei mezzi d'assalto, anche risvolti umani forse mai accreditati a militari che si pensavano legati in modo ferreo alle loro missioni e, quindi, quasi privi di sentimenti. Ma «Attacco dal mare» racconta anche la storia di tutte le missioni che videro l'eroismo degli italiani superare anche le difficoltà di domare dei mezzi geniali nel concepimento - di certo un passo avanti rispetto al resto del mondo -, ma quasi artigianali nella realizzazione. Nonostante questo, quegli uomini si resero protagonisti di azioni eroiche che portarono all'affondamento delle corazzate della Marina austro-ungarica Wien, Szent Istvan e Viribus Unitis, e alle imprese di Suda, Alessandria d'Egitto e Gibilterra contro la potente flotta britannica.