BEHZAD YAGHMAIAN: 'ABBRACCIANDO L'INFEDELE. STORIE DI MUSSULMANI MIGRANTI VERSO OCCIDENTE' (EINAUDI, PP.370, EURO 16.00) Sotto i nostri occhi di occidentali ricchi e distratti in questi anni si sta producendo una silenziosa rivoluzione, o piuttosto si è formato un fiume carsico di dolori e speranze, di fallimenti e di fortune: è il flusso inarrestabile dei «migranti», gli uomini e le donne costretti a lasciare il loro paese e tenacemente in cerca di una nuova patria, o almeno di una carta di identità. A questo fenomeno, che riguarda migliaia di mussulmani in movimento dall'Africa e dall'Asia, all'Europa, è dedicato 'Abbracciando l'infedelè. Lo ha scritto un professore di economia del New Jersey, Bezhard Yaghmaian, nato e cresciuto in Iran, poi espatriato e divenuto cittadino americano e tornato più volte nel suo mondo di origine. In questi suoi tanti viaggi ha conosciuto tanti migranti, seguendo nel tempo i loro percorsi, raccontando le loro storie. Ci sono Shadi e Nima, partiti dall'Iran; Shahokh Khan, che è fuggito dall'Afghanistan e dalle sue guerre; Roberto, che si è lasciato dietro la fame e la violenza dell'Angola; Nur, che è venuto dal Sudan. Fame, guerre, dittature li hanno spinti per quella via che dal Pakistan, dall'Afghanistan e dall'Iran porta alla Turchia (dove di fatto comincia l'Europa) e poi la Bulgaria, la Grecia e via verso i paesi ricchi d'Europa e per i più fortunati l'Inghilterra e da lì qualcuno perfino il Canada e i sospirati Stati uniti (non si parla invece di chi arriva in Italia, purtroppo). Altri mussulmani vengono invece dalla Guinea, dalla Nigeria, dal Sudan e Angola. L'autore, mettendo da parte i metodi dell'economista di professione, qui si fa narratore, anzi testimone. Incontra i suoi personaggi in Asia e via via li segue, li incontra di nuovo via via che il loro cammino progredisce. L'insieme delle storie fa capire tante cose di questi fratelli in cerca di pace, e contribuisce a infrangere l'immagine oggi molto diffusa di un Islam solo terrorista