GIUSEPPE BRUZZANITI - ENRICO FERMI (EINAUDI - PAG.386 - 24,50 EURO) C'è poco da dire: se si cerca con intensità di raggiungere un risultato e questo obiettivo viene raggiunto, ma solo casualmente, un pò di rabbia in corpo resta. Se poi accade non su vicende quotidiane, ma al culmine di una carriera di fisico di livello altissimo, la rabbia è forse un pizzico più giustificata. E questo ragionamento sta tutto nelle parole con cui Enrico Fermi commentò il fatto di avere osservato, in modo assolutamente fortuito, gli effetti della paraffina sui neutroni e, di conseguenza, di averne data, a distanza solo di poche ore, la giustificazione teorica. «Che cosa stupida - disse - aver scoperto questo fenomeno casualmente senza averlo saputo prevedere». Una frase che ben pochi si aspettavano potesse essere pronunciata dallo scienziato, romano ma non tanto (tanto espansivo era il fratello Giulio, di un anno più grande,quanto riservato e taciturno lui). Ma era quello il suo modo di esprimersi, abituato a fare parlare per sè il suo lavoro, il suo metodo. La vita, le scoperte, la personalità di Enrico Fermi sono ricostruiti da Giuseppe Bruzzaniti in un libro che traccia l' intero arco della vita del premio Nobel, sin da quando, bambino, cominciò a mostrare una predisposizione spiccata verso le scienze. Un cammino sempre in crescendo che, giovanissimo (aveva appena compiuto 37 anni), lo portò ad essere insignito del premio Nobel a Stoccolma, da dove poi puntò verso gli Stati Uniti, dove realizzò la prima pila atomica, dando un decisivo contributo al progetto Manhattan e, quindi, alla costruzione della prima bomba atomica. Un viaggio anche difficile, iniziato in quella culla di genialità e rigore scientifico che fu via Panisperna. Fermi, come sottolinea Bruzzaniti, è stato in Italia secondo forse solo a Galileo Galilei e dallo scienziato pisano ereditò la grande capacità di padroneggiare, con la stessa maestria, la parte teorica della fisica e anche quella sperimentale. Una figura che, con l' affermarsi delle specializzazioni estreme, non ha più saputo replicarsi in una stessa persona.