LIVIO ISAAK SIROVICH:'LA NOTTE DELLE FAVILLE' (MURSIA) Speterbong o San Pietro è terra di frontiera dove Germania e Italia si spartiscono le anime; un paese immaginario in cui si conserva il segreto di una storia realmente accaduta che Livio Isaak Sirovich, scrittore triestino, ha raccontato nel suo romanzo in libreria da oggi. Il segreto di Speterbong o San Pietro è sotto gli occhi di tutti. E Christus Redemptor, la gigantesca chiesa del piccolo paese. «Mi sono imbattuto in questa storia - racconta l'autore - per caso, mi hanno raccontato del curato di un paese che nascondeva un segreto: la provenienza del denaro che aveva usato per costruire la sua cattedrale. Molte le ipotesi: bottino di guerra dei nazisti, denaro dei cosacchi, oro paracadutato dagli inglesi per i partigiani, beni rubati agli ebrei». «Ho seguito - ha aggiunto - il filo di questa vicenda e mi sono trovato coinvolto in due segreti. Uno l ho potuto raccontare; l altro no, perch‚ avrei rischiato di turbare l equilibrio di un popolo di frontiera che ha difficoltà a vivere la propria identità; montanari che si sentono italianissimi ma parlano un dialetto carinziano del XV secolo, luoghi dove la Storia sembra essersi divertita a intrecciare le trame in modi oscuri. Ma diciamo che Speterbong o San Pietro non esiste, che è solo il simbolo di tutti quei luoghi di confine come la città in cui sono nato - dove gli eserciti passano travolgendo equilibri secolari, dove l appartenenza etnica e religiosa esplode improvvisamente trasformando il vicino in nemico». Lo scenario che fa da sfondo a questa storia è quello maestoso della Carnia. In un paese così immaginario da essere reale arriva nel 1944 un soldato disertore: Alvise. lui, lo straniero, la voce narrante che guida il lettore in una storia lunga trentun anni. Passano i nazisti e i cosacchi; la guerra partigiana si tinge dei toni oscuri della pulizia etnica; nel dopoguerra la vita riprende a scorrere tra dispute politiche e vecchie ruggini dei paesani vittime dell ossessione di un curato: costruire una cattedrale che riscatti il paese, e lui stesso, da un origine «bastarda». Un simbolo di fede e di orgoglio che nasconde nelle pietre un segreto vergognoso. Un potente affresco storico, una scrittura che attraversa i vari idiomi con abilità e che racconta i peccati e i tormenti della gente che vive sul confine.