CLAUDIA FALASCA, «LAVORO E AMBIENTE», EDITORE EDIESSE, 254 P. 12.00) Offrire un «piccolo contributo al lavoro che il sindacato italiano dovrà svolgere in attuazione degli impegni presi a Nairobi» l'anno scorso durante la prima assemblea mondiale su 'Lavoro e Ambientè, promossa dall UNEP, agenzia dell ONU per lo sviluppo sostenibile, cioè scegliere la strategia della sostenibilità e «battersi per la tutela del lavoro attraverso l aumento della qualità ambientale e la modernizzazione ecologica dei cicli produttivi». Questo lo scopo del libro 'Lavoro e ambiente. La Cgil e la transizione alla sostenibilita« di Claudio Falasca, Coordinatore del Dipartimento Ambiente, Territorio, Salute e Sicurezza della Cgil Nazionale. Attraverso la storia della Cgil, il libro, con prefazionedi Guglielmo Epifani, racconta un secolo di rapporto tra lavoro e ambiente e illustra il ruolo avuto dal sindacato. Partendo dalle prime lotte per il diritto alla sicurezza nei luoghi di lavoro, passando attraverso l odioso ricatto 'O ambiente o lavorò , il sindacato è giunto a maturare l idea che la qualità dello sviluppo, la sua sostenibilità, si misura con la capacità di garantire la sicurezza non solo ai lavoratori nei luoghi di lavoro, ma anche a tutti i cittadini nell ambiente naturale. »Investire nella innovazione ecologica - scrive Falasca - è la via per uno sviluppo durevole, equo e sostenibile«. La transizione alla sostenibilità non è un processo indolore, e non basterà solo trasformare i sistemi di produzione e di consumo. È un obiettivo che richiede di coinvolgere tutti i protagonisti dell economia reale e di assumere il rispetto dei limiti ambientali e sociali come discriminante. Per questo il sindacato vuole ottenere il riconoscimento della piena titolarità a intervenire sui temi della sostenibilità e dell ambiente, del resto è quanto richiesto dall ONU ai movimenti sindacali internazionali. Ma "sarebbe ipocrita scrive l'autore ignorare la strada che rimane ancora da fare per tradurre un indirizzo politico generale in una pratica quotidiana, condivisa e responsabile, di milioni di lavoratori e lavoratrici".