YANN GRAPPE, 'SULLE TRACCE DEL GUSTO' (LATERZA, pp. 220 - 18,00 euro). La storia dell'alimentazione, e quella conseguente della preparazione dei cibi, dopo essere stata fatta oggetto di studi storici grazie all'attenzione della scuola francese al quotidiano e al costume, è approdata da tempo anche alla curiosità e l'interesse del lettore (e gourmet) comune. Così questa Storia e cultura del vino nel medioevo troverà attenzione e, non credo a caso, è scritta da uno storico appunto dell'alimentazione che è anche chef. Il suo discorso, a volte dotto e tecnico, più speso attento anche al desiderio di informazione del lettore non specialista, cerca di capire cosa fosse e come fosse il vino, con tutto il suo processo, in quei tempi e ne riabilita la cattiva fama. Il vino nel medioevo non era per nulla imbevibile (stando ai nostri parametri attuali) come vuole invece una tradizione popolare persistente, anzi aveva una sua finezza che ancora oggi potrebbe conquistarci. Si risponde così, via via, a una serie di domande, dal sapere se colore e bouquet avevano la stessa importanza che hanno ai nostri giorni, ma anche si tenta di circoscrivere una definizione di vino legata all'epoca. Lo si fa, ed è qui la parte più affascinante per un lettore amante del buon bere e dei costumi medioevali, citando e illustrando trattati, testi enciclopedici, opere letterarie, manuali di agricoltura o dietetica, ricettari e menù. Sapremo, alla fine di questa lettura spesso sorprendente, qualcosa di più su un capitolo 'buiò della storia del gusto e come e fino a che punto questo fosse espressione di una cultura. Le pagine più divertenti riguardano alcune difese e dialoghi sul vino costruiti con arte letteraria, come nel fabliau 'Trois dames de Paris' scritto attorno al 1320 da Watriquet de Couvin in cui tre dame che si son date al bel vivere ci danno deliziose descrizioni del vino e difesa di certe qualità: «Conosco il vino di Riviere / così buono che mai ne fu piantato di eguale;/ colui che ne beve gode di ottima salute / Perchè è un vino limpido, vibrante / forte, fine, fresco, e vivo sulla lingua / dolce e piacevole all'assaggio». Ma gli esempi sono davvero decine e decine.