A cura di Maurizio Fraissinet e Francesco Petretti 'SALVATI DALL'ARCA' (Alberto Perdisa Editore, pp.663, 49,50 euro). Emozioni, ricordi e sogni uniti a spiegazioni scientifiche, tutti raccolti in un'antologia di grandi successi e nuove sfide per il futuro: dal ritorno del lupo, della cicogna bianca e del cervo sardo, all'allarme per l'orso bruno marsicano, balene e foche monache. Si potrebbe riassumere così 'Salvati dall'Arcà, una grande panoramica che attraversa trent'anni di storia del Wwf e della fauna selvatica italiana.«Abbiamo raccolto il lavoro di una settantina di zoologi, tra esperti di mammiferi, insetti e uccelli, rettili e anfibi, che dimostrano quanto sia cresciuta la zoologia negli ultimi trent'anni» racconta Maurizio Fraissinet, uno dei due curatori del libro. Il Wwf Italia ha appena festeggiato i suoi quarant'anni di vita e «dopo il primo bilancio della situazione italiana con 'S.o.s. Fauna 1976' - spiega il presidente Fulco Pratesi - avevamo voglia di mettere un punto». Non si tratta però di un semplice 'remakè della prima opera, ma un'occasione nuova di incontro per i vari scienziati. Non è un trattato di zoologia nè pretende di essere esaustivo sulla materia, ma vuole costituire uno stimolo per i nuovi 'studiosì universitari, così come lo era stato 'S.o.s. Fauna 1976'. La fauna italiana viene suddivisa in cinquanta capitoli e «ognuno di questi - racconta Francesco Petretti, l'altro curatore del libro - è un viaggio». Si parte da lupo e orso, passando anche per specie non trattate nel 1976, come la lontra o il bue marino, al centro dell'impegno del gruppo Foca monaca del Wwf. Non mancano anche specie diverse e inconsuete come il gobbo rugginoso, soprannominato 'anatra dal becco blù o come il barbastello, un piccolo raro pipistrello dei boschi, la vipera dell'Orsini o la salamandrina dagli occhiali, per finire con la ninfa del corbezzolo. «Si parla di cosa si è studiato, cosa si sta studiando e scoprendo nella nostra fauna» raccontano i due curatori. Il lavoro è stato pensato e voluto da Fulco Pratesi, autore del disegno della copertina del libro, che ritrae il gipeto, un rapace che trent'anni fa risultava estinto e oggi è tornato a far parte della fauna italiana.