IUSTO TRAINA - '428 DOPO CRISTO- STORIA DI UN ANNO' (LATERZA EDITORI - PAG.242 - EURO 18) È il tramonto dell'Impero Romano, o, se si preferisce, l'alba del medioevo, lo sfondo storico del libro '428 Dopo cristo. Storia di un annò di Giusto Traina, professore ordinario all'Università di Lecce di Storia Romana e Armenistica. Leggere il volume è come intraprendere un vero e proprio viaggio nel mondo tardo romano, in un anno importante per la sua evoluzione politica, partendo dall'evento politicamente più rilevante del 428 dopo Cristo: la caduta del regno d'Armenia. Il libro, infatti, esamina, in una prospettiva quanto più possibile globale, gli eventi e i piccoli avvenimenti di un solo anno, il 428 dopo Cristo. In effetti, la scelta del 428 è il risultato di un percorso per molti versi 'marginalè. «La base di partenza - spiega l'autore - è stata una ricerca sull'evento politicamente più rilevante di questo anno, la fine del regno d'Armenia. L intento iniziale era quello di precisare le ragioni e le conseguenze della deposizione di Artashes, l'ultimo re armeno, e soprattutto di capire perchè ne parli solo la tradizione locale, nonostante l'importanza internazionale dell'evento. Man mano che la ricerca progrediva, prendeva forma una concatenazione di episodi che coinvolgeva persone e realtà considerate separatamente dalla tradizione degli studi, ma che di fatto costituiscono gli elementi di un complesso equilibrio geopolitico». La principale ambizione di questo libro, secondo Traina, è quella, dunque, di indagare sugli eventi storici per recuperarne gli aspetti più 'dinamicì, collegandoli ai vari scenari geografici e integrandoli nel quadro sociale e culturale. «Il nostro - sottolinea l'autore - e un vero e proprio viaggio attraverso il mondo tardoromano, 'fotografatò in un momento particolare, e soprattutto in un anno importante per la sua evoluzione politica. Ci muoveremo lungo uno di quei percorsi circolari cari ai compilatori degli 'inventari del mondò tardoantichi, come l'anonima Expositio totius mundi et gentium, scritta alla metà del IV secolo, o quel 'libro della frontierà redatto due secoli dopo che è il De aedificiis di Procopioìì. Partendo dalla caduta del regno d Armenia si attraversa il Mediterraneo e l'Europa, per tornare di nuovo verso Oriente, fino al primo tratto della Via della Seta, ai confini di altri mondi. Durante il viaggio si incontrano città e deserti, palazzi e monasteri, scuole pagane e santuari cristiani ma, soprattutto, si ha la sensazione di vivere insieme a vari imperatori: Teodosio II, Valentiniano III e Vahram V; generali romani come Flavio Dionisio, Aezio e Bonifacio; capi barbari come Genserico e Clodione, o signori della guerra come il saraceno al-Mundhir; religiosi come Nestorio, Simeone Stilita, Paolino di Nola e, ovviamente, Agostino. Ed, ancora, donne di potere come Galla Placidia e Pulcheria; intellettuali pagani come Macrobio o Plutarco di Atene, vescovi energici come il siro Rabbula o il copto Scenute. Personaggi eterogenei, dai percorsi e dai destini diversi, tutti riuniti in un racconto che testimonia un'epoca: l'alba del medioevo.