Franco Fortini, 'Un giorno o l'altro' (Quodlibet, pp. 594 - 35,00 euro). Esce il libro cui Franco Fortini, scomparso nel 1994, stava lavorando da molti anni selezionando, riscrivendo, intrecciando e commentando suoi interventi privati e pubblici, editi e inediti, dal 1945 agli anni '80. Il 10 settembre 2007. Opera incompiuta e unica nel suo genere, 'Un giorno o l'altrò, a cura di Marianna Marrucci e Valentina Tinacci con una introduzione di Romano Luperini, è un'officina aperta, un 'diario in pubblicò e una calibrata biografia intellettuale, in cui si ritrovano le stesse tensioni, etiche e stilistiche, e la medesima vocazione utopica di tutto Fortini, ripercorrendo l'itinerario che ha fatto di lui uno dei maggiori intellettuali del nostro Novecento. Ecco quindi quasi 600 pagine di lettere, appunti di diario, riflessioni sul presente e sul passato, frammenti autobiografici, polemiche ad personam e controversie ideologiche; il dopoguerra e la guerra fredda, la Cina e la Russia, lo stalinismo e il conformismo degli intellettuali, l'Ungheria e il '56, Praga e il '68; gli amici e gli interlocutori di una vita, da Sereni a Vittorini, da Pasolini a Calvino, Cases, Pasternak, Montale, Rossanda, Panzieri. Frammentario e magmatico, spesso aspro e sempre controcorrente nel dibattito ideologico della sua epoca, scritto «nell'informe gergo del giornalismo, dell'immediatezza epistolare o dell'appunto di diario», autobiografico più di quanto il suo autore fosse solito fare, il libro, come lo presenta l'editore, «è tuttavia rigorosamente costruito a posteriori, come un mosaico in cui sono previste, oltre al gioco delle tonalità e dei rinvii tra i testi, anche le incrinature e i dislivelli che rompono le continuità e sbalzano le schegge temporali in un altro ordine rispetto a quello conforme a una visione lineare della Storia». Le punte polemiche offerte con una «schiettezza che oltrepassa i limiti dell'ingiustizia», invece di disporsi in un privato e minuto archivio del risentimento, finiscono per condividere, tra anticipi e reinterpretazioni, il moto ampio e frontale dell'opera, che ha luogo a partire dal presente in vista di lettori che sappiano estrarre dal passato esempi, verità ed errori per nuove ipotesi di futuro.