ALESSANDRA MATTIOLI, 'LE STELLE SONO ZITELLE' (MANNI, pp. 150 - 16,00 euro). In questi racconti si dipinge, si scrive, si ricama, si traduce, e il fine è sempre uno solo, scoprire l'anima e i sentimenti delle persone, da Sara e Giovanni di 'Le stelle sono zitellè, che dà il titolo al volume, a Adele e Pierre in 'Trasparenzà. È un qualcosa di impalpabile, di atteso e assieme rimpianto che vivono in particolare le donne sole, stelle che non trovano un vero compagno per la vita, perse, talvolta quasi isolate in un sogno e un'illusione ideale, assoluta. Racconti insomma al femminile, che ci parlano ci parlano di una condizione esistenziale e sociale, ma indirettamente, partendo dall'animo e la psicologia delle protagoniste, che lo sono anche quando il racconto si intitola un uomo, come nel caso di 'Zio Tommasò che vive di riflesso ai comportamenti e soprattutto il modo d'essere di Clementina. Donne, nel bene e nel male, fedeli a se stesse, sempre, intimamente, per formazione e per cultura, per una 'diversà e particolare sensibilità. E queste storie, storie del perdersi, da 'Scherzi di lunà a 'Prendersi per manò, e del ritrovarsi, come in 'Malinconià, sono raccontate con un andamento affabulatorio, quasi da semplice narrazione orale, spesso da favola, che le pone un pò fuori del tempo, come cercando di mettere in risalto il loro essere esemplari, brillante e lontane come stelle. Lggeri come stelle, visto i riferimenti alla leggerezza su cui insiste, nella sua Prefazione, Tullio De Mauro: «Leggeri tocchi pittorici, spesso cromatici, portano chi legge a capire i caratteri di Sara, Lisa, Elena, la temibile Clementina e i non pochi maschi, in generale colti nei punti e momenti di debolezza, magari un pò meritatamente bistrattati dall'autrice. E così - conclude l'introduzione - ci si addentra nel cuore delle diverse vicende umane narrate senza insistenze psicologistiche, con uno stile piano e grazia leggera, ironica».