Alessandra Zendron, "Rai Bolzano - Dalla stazione Eiar alla radiotelevisione bilingue" (Eri - pp. 191 - 20,00 Euro). La vicenda, per alcuni versi emblematica nell'Italia delle autonomie, della sede Rai per l'Alto Adige è narrata in 'Rai Bolzano - dalla stazione Eiar alla radiotelevisione bilinguè, di Alessandra Zendron, pubblicato da Eri. La stazione radio dell'Eiar a Bolzano nasce contro ogni previsione come quarta sede in Italia: deve trasmettere i discorsi dell'inaugurazione del monumento fascista della vittoria e contribuire al progetto di italianizzazione del Sudtirolo. Divenuta Rai nel dopoguerra, oggi è testimone e protagonista di una delle poche realtà consapevolmente plurilingui d'Europa. Nel libro - della programmista regista Alessandra Zendron, pubblicista attenta alla realtà locale ed anche esponente dei Verdi che nella sua carriera politica fu anche presidente del consiglio provinciale di Bolzano - si legge del fascino della radio, per cui «anche ai più nazionalisti capita di volere l'autonomia», della passione per la musica, dell'occupazione tedesca, dei pochi giorni di Radio Bolzano libera, ma anche di faccende più quotidiane e personali, come della gioia di partecipare, recitare, usare la voce per comunicare. E poichè le voci raccolte dai microfoni sono di lingue diverse, vi si narra della lunga strada che ha portato al riconoscimento dei diritti delle minoranze tedesca e ladina per l'uso del mezzo radiotelevisivo, in un contesto nazionale per molto tempo poco disponibile verso le autonomie e in un contesto aziendale definito dall'autrice «accentratore». Dalla nascita come strumento di oppressione del regime fascista, attraverso la storia di un territorio di confine, diventa ciò che è oggi, un'emittente plurilingue per un territorio multiculturale.