MARCO ROVELLI - LAGER ITALIANI (RIZZOLI - PAG.283 - 9,80 EURO) - CPT Centri di permanenza temporanea: «fogna della coscienza di un Paese ammesso tra i civili». La definizione di Erri De Luca - che firma la premessa di «Lager italiani», di Marco Rovelli, può essere condivisa - anche solo parzialmente - o no, ma certo sottolinea le perplessità con cui anche in Italia si guarda a queste strutture che, nate per prestare la prima accoglienza a chi ha cercato di entrare clandestinamente nel Paese, sono diventati il cuore di una violentissima polemica, più generale sulla politica di contrasto all' immigrazione illegale. Il libro di Rovelli, già dalla copertina, non lascia dubbi su quali siano le direttrici lungo le quali si vuole muovere, che sono quelle di un durissimo atto d' accusa contro il sistema su cui si reggono i CPT, e che, recita la breve chiosa al titolo, raccoglie le testimonianze di «clandestini reclusi senza colpa». E di testimonianze Rovelli ne ha raccolte molte e tutte sono nel segno della denunzia del clima di intimidazione, se non peggio, che si vive in queste strutture, dove l' emergenza è paradossalmente quotidiana e si traduce soprattutto nel sovraffollamento, con tutte le problematiche che ciò comporta. Ma, ci si può chiedere, chi entra in un Paese violandone le regole di ingresso, è «senza colpa»? E questo, comunque, non è nemmeno il cuore del problema perchè, seppure questi disperati fossero colpevoli di avere violato le leggi, niente autorizza qualcuno a non esercitare - all' interno dei centri - correttezza, solidarietà, assistenza. Altra considerazione di 'basso profilò potrebbe essere quella che è forse eccessivo riportare, acriticamente, i racconti dei clandestini che dicono di essere stati vessati, picchiati o peggio. Nel racconto spesso nel ruolo del 'cattivò si ritrovano un pò tutti, e non solo quelli che, in una scontata oleografia del dissenso, non possono che essere tali, non fosse altro perchè rappresentano il 'poterè: in cima alla lista, i componenti delle forze dell' ordine che (almeno nel racconto dei clandestini) sembrano essere stati arruolati attingendo a piene mani in un ricovero per sadici. Ma nel girone dei malvagi finiscono anche operatori della Croce rossa. Ma, al di là delle tare che occorre mettere, al di là delle percentuali di esagerazione in cui si rischia sempre di incappare, «Lager italiani» è un documento, duro, spietato, segnato comunque dall' afflato della speranza che alimenta migliaia di uomini, donne, anche bambini che vedono nell' Italia forse non l' Eldorado o la terra dei sogni, ma, comunque, una opportunità.