'LA FILOSOFIA DELL'AIKIDO' DI JOHN STEVENS (EDIZIONI MEDITERRANEE, PP.140, E.14,50) A vederlo sembra una danza, qualcosa che ricorda quella dei dervisci 'tourner'. Ma l'Aikido con i suoi movimenti circolari, dove viene annullata e accolta l'aggressività dell'avversario, è a tutti gli effetti un'arte marziale anche delle più efficaci. La sua volontà di non violenza affonda le radici in una visione del mondo, anche filosofica, che ora ci racconta questo libro di John Stevens: 'La filosofia dell'Aikidò. Qui si ritrovano puntuali tutti i punti di contatto religiosi con lo Shintoismo, il Buddismo Shingon, l'esoterismo Omoto-kyo, il Taoismo e il tantrismo come quelli squisitamente filosofici legati alla filosofia greca, alla Cabbala e all'alchimia. L'Aikido, ovvero «la via dell'armonia attraverso l'energia» è nato, solo nel Dopoguerra, grazie a Morihei Ueshiba (1883-1969) che dopo aver studiato molte arti marziali, principalmente il jujutsu, elaborò una nuova forma di combattimento basata principalmente sulla spada. Oltre all'utilizzo di una spada di allenamento vera e propria (il bokken) e del Jo (un bastone lungo), anche le tecniche a mani nude vengono praticate nell'Aikido come se il braccio fosse una vera spada. Principio massimo di questa arte marziale è quella di eludere l'attacco dell'avversario annullandolo in un vortice di vuoto. Il praticante di Aikido, rilassato totalmente come vuole la sua arte (solo così scorre liberamente l'energia vitale del Ki), deve annichilire l'avversario anche per riportarlo a quella compostezza che sembra aver dimenticato con la sua furia. Insomma una specie di atto d'amore e, allo stesso tempo didattico, verso il proprio nemico. «Nel vero Budo non vi sono nemici - diceva Ueshiba -, perchè esso è in funzione dell'amore. La via del guerriero non è distruggere e uccidere, ma incoraggiare la vita e creare continuamente». Anche secondo Stevens l'Aikido si impernia «su un unico principio: il makoto. Tale termine significa letteralmente 'atti sincerì e denota 'sincerità naturale e spontanea, priva di doppiezza e artificiò. Secondo la prospettiva dell'Aikido gli esseri umani sono fondamentalmente buoni, naturalmente puri, gioiosi, retti e benevoli».