CORRADO PAINA - TRA ROTHKO E TRE FINESTRE (IBISKOS - PAG.220 - 15,00 EURO) Un cadavere adagiato su una seggiola in una sala dell' Art gallery di Toronto: è quello di un uomo, assassinato con un colpo forse inferto con un coltello alla nuca. Un omicidio strano, perchè la vittima non è nessuno nella umanità cosmopolita e multiculturale della città canadese. Ed è un omicidio misterioso perchè niente di quell' uomo sembra giustificarlo. Da quando era arrivato in Canada dall' Italia, mutando poi il suo nome da Michele Carrieri a Michael Karrier, la vittima aveva saputo diventare assolutamente trasparente. Un presente anonimo e grigio, un passato che sembra non esistere. Ma quella morte, che - nella mente di un ottuso investigatore della polizia torontina - sfugge alla casistica degli omicidi 'italianì, che non possono che essere di mafia o giù di lì, muove più d'un dubbio in Luigi Sasta, cronista investigativo di un giornale in lingua italiana che si avvia, lentamente, verso la chiusura, alla quale egli, che vede la pensione vicina, sembra non volere assistere. Sasta non si ferma davanti all' evidenza, e comincia a lavorare su quel caso, andando in giro a chiedere, non fermandosi davanti alle risposte ufficiali e scontate. Una caccia che lo porta indietro nel tempo e lontano, fino all' Italia, fino a capire che la fine di Carrieri/Karrier affonda in un passato lontano e torbido. «Tra Rothko e tre finestre» (il riferimento all' artista è legato all' opera davanti alla quale Karrier è stato assassinato) è un singolare romanzo scritto da Corrado Paina, che, un pò come appunto Karrier, vive in Canada da una ventina d' anni, dopo esservi arrivato per restarci forse solo pochi mesi. Scrittore e poeta, esperto di comunicazione e di politiche economiche, Paina è uno dei personaggi che anima la comunità culturale di Toronto e il suo libro è un viaggio nel tempo e nello spazio tra le città della sua vita: Milano, dove è nato, e Toronto, dove vive. Il libro, infatti, prendendo le mosse dall' omicidio serve a Paina per descrivere la Toronto «degli italiani», sia di quelli che vi sono giunti relativamente da poco e si sono integrati a quelli che, invece, sono rimasti profondamente legati alla terra d' origine. Così a chi non conosce Toronto appariranno sin troppo accurate le descrizioni di luoghi e persone. Ma per chi ha avuto la possibilità di conoscere la metropoli dell' Ontario - e in essa la comunità italiana - nel romanzo di Paina troverà il gusto di ritrovarsi a pensare, a considerare, ad analizzare. Il Michael Karrier che muore davanti ad una performance di Rothko è solo nel momento della fine, ma, in fondo, è solo da quando s'è lasciato alle spalle una Milano violenta, dove la contrapposizione politica della fine degli anni '70 si mischiava con una criminalità che viveva ancora di piccoli episodi, in cui c'era posto anche per una banda di balordi. Tra i quali qualcuno sarebbe emerso magari imponendosi come esponente di formazioni capaci di raccogliere ampi consensi. Ma il passato rischia sempre di ripresentarsi e magari di mettere in pericolo la nuova vita che si è riusciti a creare. E per questo, per evitare che quel passato cancelli il presente, ci si senta quasi obbligati a difendersi, magari riesumando una violenza che si pensava ormai dimenticata.