SILVIA TORTORA 'BAMBINI CATTIVI' (ED. MARSILIO, EURO 10, PP.89) Carlotta non vuole che il suo papā venga a darle il bacio della buona notte. Francesco apre la porta che non doveva aprire. Matteo si addormenta a scuola. Letizia detesta la sua baby sitter filippina. Sono alcuni dei bambini cattivi incontrati da Silvia Tortora e raccontati in 23 piccoli racconti. Forse sono bambini veri, forse immaginari, l'autrice non lo dice, ma tutti raccontano un universo infantile che gli adulti troppo frettolosi ignorano, oppure non vedono talvolta per convenienza. Un universo che spesso si trasforma in piccoli inferni dai quali a volte si riesce ad uscire con l'aiuto di qualcuno, ma a volte non c'č nessuno che aiuta. ĢViviamo in un'epoca che ignora i bambini, fingendo di farne il centro dell'attenzione - scrive Silvia Tortora nella 'piccola premessā al libro -. Abbiamo manuali per affrontare molti aspetti della vita dei bambini. Sappiamo tutto di loro e in realtā li conosciamo pocoģ. I bambini di Silvia Tortora restano per i grandi un mondo a parte con i loro pensieri e i loro crucci, guardano gli adulti, li giudicano, e poi tornano a giocare, quando possono. Bambini amati male, bambini ignorati, bambini costretti a diventare troppo grandi. E nello sfondo delle loro storie c e sempre un adulto che fa cose sbagliate convinto di essere nel giusto, oppure convinto che non sarā mai scoperto perchč l'omertā fra i grandi č tanta. Alle spalle do questi bambini immaginari, eppure tanto veri, appaiono figure di adulti che si ergono come giganti minacciosi: la madre ossessionata dalla presunta obesitā del figlio, il prete ossessionato dai bambini e dalle caramelle al miele, il padre che detesta sua moglie ma ama troppo la figlioletta, la baby sitter filippina tanto zelante con la signora quanto indifferente con la bambina che le viene affidata. Sono loro l'obiettivo nascosto di questo libro e su di loro che punta l'indice l'autrice per dire che dietro ogni bambino cattivo c'č almeno un adulto sbagliato.