'TORNACONTI DI FRANCESCO MAGRIS, (EDIZIONI SEI, PP.180, E. 12.00) Se è vero. come scriveva Nicolas de Chamfort, che «gli economisti sono chirurghi capaci con eccellente scalpello e bisturi scheggiato di operare a meraviglia sul morto martirizzando il vivo», anche Francesco Magris, docente di Macroeconomia a Parigi presso l'Università d'Evry-Val d'Essonne (Ile-de-France), rientra di sicuro in questa categoria. Dopo essersi a lungo occupato di teoria dei cicli economici, di teoria dei giochi e di migrazioni, Magris ha raccolto dei saggi nel volume 'Tornacontì (Sei Edizioni), con i quali rilegge da un punto di vista 'Umanisticò l'economicismo imperante. L'autore, figlio del germanista Claudio, ripercorre così la relazione tra pensiero economico e forme del pensiero filosofico, letterario, storico e politico, riportando la scienza economica a misura umana. Al di fuori di ogni tecnicismo, la lente economica costituisce in Magris una valida compagna nella comprensione del reale e non uno strumento d'intimidazione in mano a pochi. L'autore rivisita l'esperienza dei no global, le violenze nelle banlieues parigine, il problema europeo dell'immigrazione e le frontiere del plagio tra economia e letteratura. Magris descrive quindi i macroeventi dell'attualità contemporanea, a volte rivelati, altre umoristicamente rovesciati nel paradosso delle loro contraddizioni. L'economia, come si sa, è una scienza triste. Anche ironica. Un tempo i manuali di economia partivano dall'assioma secondo il quale gli uomini agiscono nel modo più ragionevolmente adatto a ottenere determinati vantaggi: l'esperienza dimostra invece quanto gli uomini lavorino spesso alla propria distruzione. Ma sono proprio i limiti della ragione a renderla ancora più preziosa. Se si dovesse riassumere in una frase lo spirito di questo libro di Francesco Magris, si potrebbe dire che il suo autore ha sempre presente che Adam Smith ha scritto 'La ricchezza delle nazionì, ma pure la 'Teoria dei sentimenti moralì e che ha creato la scienza economica moderna insegnando una disciplina accademica che si chiamava 'Filosofia moralè. È così che i saggi di Magris si tuffano nei problemi dell'esistenza immediata, dimostrando come l'esprit de g‚om‚trie, calato con ironia nella buffa commedia umana, diventi il più autentico esprit de finesse, capace di comprendere le sfumature dell'umano, le struggenti passioni e gli imbrogli truffaldini con i quali gli esseri umani cercano di tenere a bada l'esistenza e talvolta di darsela a intendere. Tra le tante contraddizioni messe in luce dall'autore, risalta il paradosso delle misure restrittive nei confronti dell'immigrazione che rallentano il flusso di entrata, ma anche quello di ritorno nei paesi d'origine, rischiando così di non far diminuire il numero dei lavoratori stranieri. Altre pagine svelano e commentano il curioso rapporto inversamente proporzionale tra violenza bellica e contestazioni pacifiste, oppure l'effetto paradosso di misure economiche capaci di provocare effetti opposti a quelli prefissi. Dall'umanesimo liberaldemocratico di Magris, unito alla capacità di mettere a nudo le contraddizioni della retorica convenzionale, troppo spesso imperante, nasce la demistificazione della falsa immagine dell'Italia degli anni Settanta, diffusa in una certa cultura e opinione pubblica francese, che civetta col terrorismo delle Brigate Rosse credendosi di sinistra e invece viene inchiodata alla sua natura oggettiva di destra, ribadita dalla famosa solidarietà espressa da Toni negri a Berlusconi per la comune «persecuzione» da parte della magistratura. Particolarmente godibile è infine il saggio sul plagio e quello dedicato all'homo oeconomicus, dove emerge l'affresco che intreccia economia, filosofia e letteratura, «scienza triste» e romanzo moderno. Oggi, in ogni campo, la «letteratura secondaria», la critica, tende a sostituire quella primaria, i testi. È un pericolo contro il quale il libro 'Tornacontì di Magris mette in guardia, dando il senso del fascino, della complessità, dell'attualità dei classici e invitando a leggerli, per capire meglio il mondo.