Eretta nel 1547 su progetto dell'architetto e pittore Giulio Campi su commissione del vescovo umanista Marco Girolamo Vida, la chiesa 8In via Trechhi)presenta una facciata scompartita da paraste doriche che sostengono la trabeazione. Al di sopra di essa si eleva il classico frontone triangolare. Il cromatismo della fronte è accentuato dal contrasto tra il rosso del cotto ed il bainco della pietra di rivestimento, posta tra le paraste. L'interno, a navata unica, è riccamente decorato da affreschi dei fratelli Giulio ed Antonio Campi. Le pareti laterali sono scandite da lesene binate sorreggenti una trabeazione sulla quale s'imposta la volta a botte. Tra le lesene si aprono gli archi sfondati che ospitano gli altari. La volta è suddivisa in piccoli scomparti geometrici a fondo unito con figurette. Al centro di ogni campata sono dipinti due piccoli affreschi con Scene Bibliche, mentre ai lati, nelle vele, vi sono decorazioni di gusto pompeiano e figure classiche nelle campiture triangolari. Negli sfondati delle pareti laterali Giulio Campi affresco Fatti della Vita di Cristo, alquanto rovinati dall'umidità. Partendo dall'ingresso, ammiriamo sul primo altare destro la Predicazione di Gesù; al secondo notiamo Gesù tra i Dottori, mentre sul terzo ammiriamo la Presentazione al Tempio. Il cilco prosegue con l'Ingresso in Gerusalemme, posto sulla parete opposta, la Resurrezione di Lazzaro ed infine la Trasfigurazione. Sull'arco trionfale ammiriamo Cristo in Croce, mentre in controfacciata vediamo la Resurrezione. Lungo la navata, tra le paraste binate, si aprono delle piccole nicchie entro le qual sono collocate delle sculture in terracotta dipinta di nero raffiguranti gli Apostoli. Purtroppo l'intervento del 1733 guastò l'unità stilistica dell'insieme. Giovan Angelo Borroni e Giovan Battista Zaist, che condussero i lavori di restauro, decorarono le paraste della nave ed il presbiterio. Qui il Borroni ridipinse, in parte, gli affreschi del Campi raffiguranti la Natività, l'Adorazione dei Magi a destra e l'Adorazione dei Pastori a sinistra. Anche l'altare maggiore, eseguito nel 1768 da G.Giudici su disegno del Manfredini risale al restauro settecentesco. Sopra l'altare s'eleva la cupoletta affrescata da Giulio Campi con l'Eterno in Gloria.