di Barbara Caffi CREMONA — L’avventura era cominciata prima, ma a Monticelli d’Ongina nessuno ha mai coltivato la memoria dell’evento. Perciò l’anniversario del debutto ‘ufficiale’ di Mina resta il 23 settembre di cinquant’anni fa, alla fiera di Rivarolo del Re, quando la futura Tigre di Cremona si esibì con gli Happy Boys di Nino Donzelli. «Intelligente, moderna, giovanissima», la definì con grande lungimiranza La Provincia dell’epoca. Per quel debutto scelse lo pseudonimo di Mina Georgi, poi si trasformò in Baby Gate per i primi 45 giri,ma presto fu Mina, il suo vero nome, esplosivo come lei. Le gambe lunghe, le gonne a palloncino, i capelli cotonati, grinta davendere e soprattutto una voce che non finiva di stupire anche chi agli ‘urlatori’ preferiva il più rassicurante genere melodico. L’Italia povera e contadina che aveva perso la guerra stava scoprendo un’inedita e improvvisa ricchezza, le vacanze al mare, la Vespa e la Cinquecento, gli elettrodomestici, i Beatles ed Elvis Presley. L’avrebbero chiamato ‘boom’ e una di nome Mina... beh, non poteva che esserne regina indiscussa. Quasi non fece gavetta, la Tigre: dal palco di Rivarolo arrivò presto al Musichiere di Mario Riva, all’incisione di Be Bop a Lula, alla partecipazione al Festival di Sanremo nel ’60 e nel ’61. In amore va dove la porta il cuore, ed è disposta a giocarsi tutto. Ha un figlio — Massimiliano — da Corrado Pani, e perunpo’ la Rai la mette in castigo. Altri suoi compagni di vita sono Alfredo Cerruti, Augusto Martelli, Virgilio Crocco (papà della figlia Benedetta, morto in un incidente d’auto). Anche in questo è a suo modo controcorrente: ‘trasgressiva’ quando certe scelte si pagavano, per venticinque convivente e ora sposata con il cardiochirurgo cremonese Eugenio Quaini (praticamente il suo vicino di casa) adesso che fare scandalo è di moda. Del resto, Mina ha smesso di esibirsi in pubblico all’apice del successo, eppure il suo pubblico non l’hamai abbandonata, anzi. I suoi fans attendono ogni anno l’uscita del nuovo disco, che arriva puntuale sotto Natale. Da tempo Mina non canta più canzoni memorabili, ma anche scegliere — come sovente fa—autori giovani emisconosciuti è un atto di coraggio — l’ennesimo — di cui le va dato atto.