«Sono fortunata — ha sottolineato Enya in occasione del lancio di «And Winter Came...» (E arrivò l'inverno, in uscita il 7 novembre) —. Sono una musicista. Preferisco che a parlare sia la mia musica». Musica che produce «con una lentezza assurda, spesso in preda a blocchi creativi e nel timore che l'ultima melodia scritta sia quella finale». Al suo fianco Nicky e Roma Ryan, amici, collaboratori, compagni di vita, se è vero che per un periodo hanno anche abitato assieme. L'ultima fatica è stata concepita come album natalizio «perché il Natale ci piace molto», poi il tema è diventato l'inverno. «È la stagione che preferisco. La natura diventa magica, c'è un silenzio surreale, è il periodo in cui lavoro meglio. Riesco a concentrarmi. L'inverno mi ispira». Tono e suono sono inequivocabilmente targati Enya, ma qualche novità c'è: come i versi dark di «Trains and Winter Rains», il single, probabilmente dovuti alla terribile esperienza vissuta a bordo di un treno da Belfast a Dublino. L'Ira mise una bomba sul convoglio, l'ordigno esplose, fortunatamente senza provocare vittime. La penultima canzone dell'album, «My!, My! Time Flies», è inoltre un brano orecchiabile che rasenta il pop: è stato scritto in onore di un amico musicista, Jimmy Faulkner, morto pochi mesi fa. Ora che l'album è finito, Enya, che preferisce concentrarsi su un progetto alla volta, è alla ricerca di nuove avventure. Una colonna sonora, se arriverà l'offerta giusta (anche se i registi con i quali le piacerebbe collaborare, ha precisato Nicky, sono pochi, giusto Scorsese, Peter Weir, Ridley Scott e, ovviamente, Peter Jackson, che già l'aveva chiamata per Il signore degli anelli). Non esclude, presto, un concerto. «Bisogna solo trovare la formula giusta. Più passa il tempo e più la gente si aspetta miracoli. Non vogliamo deludere».