E' uscito, nel novembre 2007, il cd del musicista cremonese Mario Cottarelli dal titolo Prodigiosa Macchina. Si tratta di un punto di arrivo, una riaffermazione del progressive rock, con le sue forme eclettiche e complesse, nelle quali, insieme al rock, si fondono influenze sinfoniche e jazz ma anche di classica. Mario, musicista autodidatta, é stato il miglior allievo al corso di armonia e arrangiamento jazz del maestro Giorgio Levi. Ha coltivato la sua passione, tanto da registrare le sue prime melodie su un registratore Revox, nel '79; ma ha mancato la pubblicazione per il fallimento della casa discografica Divergo dalla quale era stato notato all'epoca. La sua passione musicale lo ha spinto a fare ricerca, e grazie anche all'incoraggiamento della moglie, la cantante lirica Jasmina Radanovic, ha creato il cd che più lo rappresenta. Partiamo dal titolo: Prodigiosa macchina, uscito nel gennaio 2007 per New LM Records/Crotalo. Cos'é? La Prodigiosa Macchina, titolo del primo brano presente nel cd, é il cervello umano che non é utilizzato appieno a causa di pregiudizi e preconcetti. Nel mio lavoro auspico un'evoluzione genetica, l'eliminazione dei preconcetti. Sono canzoni di riflessione, tipiche del progressive rock degli anni '70. Gli argomenti che si leggono sembrano piuttosto attuali per un'epoca che impone cliché, c'é il disagio del conformismo, in controdendenza con la rottura degli anni '70, frattura rappresentata dalla 'tua musica': il progressive rock. In effetti i brani musicalmente li ho composti negli anni '70, ma li ho rinnovati negli arrangiamenti, i testi invece sono nuovi: la mancanza di comunicazione, la possibilità di modificazioni genetiche, il pullulare di luoghi comuni. Ne 'Il pensiero dominante' immagino un negozio in franchising dove si vende cultura preconfezionata: la gente si convince su cosa é bello o brutto e si conforma per farsi accettare, purtroppo anche ... 'l'intellettuale la testa non deve usare, si deve adeguare'. Il terzo brano 'I cori della via Lattea' é soltanto strumentale ed é molto apprezzato anche se, devo dire, che il primo consiste in un grosso lavoro dal punto di vista compositivo. Cosa intendi? E' molto lungo quindi molto variegato? Solitamente una canzone si compone di due o tre parti, qui sono venti diverse, collegate tra loro: é il bello del progressive rock. Ogni parte crea aspettativa, curiosità per la successiva. Gli ultimi 4,5 minuti di Prodigiosa macchina (durata 21,50 minuti) sembrano una canzone a sé, che invece é collegata alle altre sezioni e prende origine da una frase musicale che si sviluppa in tre modi diversi. C'è un uso di tempi dispari qua e là e un tempo di 5/8 con tecnica di 'canone inverso', con due strumenti solisti che si alternano. C'è anche un riff: la prima volta fa da trait d'union tra due parti; la seconda dà origine a un crescendo di assoli. Il tutto con un computer e una tastiera. Cosa rappresenta per te questo cd? Un punto d'arrivo o di partenza? Si tratta di un prodotto di nicchia, a basso costo, fatto tutto da me; il musicista Marco Zanoni, nel ruolo di fonico, ha migliorato i suoni in sala d'incisione. Con dei musicisti ci sarebbe la possibilità di andare in tournée, presentare l'album, farsi conoscere. Comunque ho materiale dello stesso genere per altri due album che preparerò senza fretta. Come definiresti in sintesi il progressive rock? Rottura dagli schemi, un collage tra melodia e rock violento. E' sicuramente la musica in cui mi identifico e che suono dal '74-75, anche se non disprezzo alcun genere. Mi dedico anche alla musica da ballo dall'84; alcuni brani di disco dance sono stati pubblicati anche all'estero: in Francia, Scandinavia, Russia, Germania e in Inghilterra negli anni '80. (ifa) Tracklist: Prodigiosa macchina (21.50) Il pensiero dominante (11.30) I cori della via Lattea (8.02) ed Crotalo, euro 13.