La “rossa d’Irlanda”, una sorta di Janis Joplin sia nella vita privata che in quella artistica, dotata di una voce incredibile è sempre in bilico tra le passioni cantautorati di Jacques Brel, i blues di Billie Holiday e le composizioni originali intrise di Irish humour. Sicuramente la “voce” più rappresentativa d’Irlanda. Ha all’attivo album apprezzatissimi sia dalla critica che dal pubblico. Vi sono indubbiamente dei punti in comune tra la vita di Mary Coughlan e quella di Billie Holliday, la cantante cui Mary ha dedicato un recente album. Mary Coughlan scopre la leggendaria cantante jazz all’età di 17 anni, quando viveva a Londra. "Ho comprato Lady in Satin e l’ho trovato davvero fantastico. Mi ha fatto andar fuori di testa e da allora sono sempre rimasta affascinata da questo personaggio." Non possiamo dimenticare che, aldilà della sua voce, quasi un malinconico lamento carico di nostalgia, parte del mito di Billie Holliday è dovuta alle disavventure della sua vita. Mary: "È morta giovane, distrutta da alcool e droga. Io capisco tutto questo. Ci sono passata anch’io. Ho letto tutto di lei. Non è la mia eroina, ma ammiro il suo modo di cantare; la sua scelta dei pezzi, i suoi musicisti, l’amicizia che ha costruito con la sua band. Loro erano la sua famiglia. Ammiro la sua vita professionale, non quella privata." Mary Coughlan ha saputo superare molte vicissitudini: "Sono successe tante cose, ma sono ancora qui". Vive ancora nella casa di Bray che aveva corso il rischio di perdere, come quella dove stava prima a Howth, per problemi economici. È stata molto famosa ma anche presto dimenticata, praticamente da tutti eccetto che dai suoi fan più fedeli. Lei sa cosa vuol dire registrare a New York senza essere giustamente considerata, anche se non proprio ignorata, nei negozi di dischi. I suoi sono difficili da trovare. Ma più di tutto, lei sa cosa vuol dire trovarsi di fronte alla morte, e non per via di un incidente, ma per il suo stesso comportamento autodistruttivo. Coughlan viene alla ribalta quasi dal nulla, una casalinga e madre che, all’età di 29 anni comincia a cantare in pubblico, guadagnandosi immediatamente un certo seguito grazie ai primi due album: Tired and Emotional e Under the Influence. Altri nove ne seguiranno. "Ero davvero grande," dice Mary, "ma questo era 10 anni fa. Facevo parte di quel giro tipo ‘Il Cuore di una Donna’. Come stare seduta e cantare queste canzoni tristi che parlano della vita di una donna, tutto su se stesse, parlando solo di sé. Ma è tutto finito adesso. Nessuno se ne sta più seduto in solitudine in un monolocale. La Tigre Celtica, ricordate? Sta di fatto che ho perso il passo e sono scivolata via da me stessa. Non a causa dell’ego ma per via del bere, della mia rabbia e della mia disperazione." "Billie Holliday ha cominciato a cantare a diciott’anni, io invece non ho fatto niente fino ai 29, solo la casalinga – la casalinga cantante –. Lei ha avuto una vita davvero terribile." Coughlan è nata a, in Irlanda, nel 1956. E l’accento di quei luoghi è rimasto intatto nonostante li abbia lasciati per stabilirsi a Londra. Nel 2007 è uscito il nuovo album My Bloody Valentine, prodotto dal Sunday Independent. Come sempre, Mary ‘la rossa’ scivola sinuosa nei territori tra il blues e il jazz regalandoci atmosfere di sogno con la sua voce calda e avvolgente. Presenta l’album nell’unica data italiana, accompagnata da una band di musicisti coi fiocchi.Formazione:MARY COUGHLAN – vocePATRICK FITZPATRICK – pianoforteROD PATTERSON – bassoPETER Mc KINNEY – batteriaCIARAN WILDE – sax e clarinettoDiscografia:Tired and Emotional - 1985Under the Influence – 1987Ancient Rain - 1988Uncertain Pleasures - 1990Sentimental Killer - 1992Love for Sale – 1993Love Me Or Leave Me: The Best Of Mary Coughlan - 1994Live in Galway - 1996After the Fall – 1997Mary Coughlan Sings Billie Holliday – 2000Long Honeymoon - 2001Red Blues – 2002Live at the Basement – 2003The Best – 2004My Bloody Valentine - 2007