Laltramusicadi Gaetano Menna Mark Olson: salvarsi con il bluesSi intitola "The Salvation Blues" (pubblicato dall’etichetta Hacktone Records, distribuito in Italia da Audioglobe) il primo, vero disco solista di Mark Olson, padre del roots rock, la musica delle radici. Ballate melodiche e struggenti per un uomo che rinasce grazie al blues, dopo il dolore e la sofferenza; che rinasce dopo il viaggio purificatore... Un cd che si presenta come un piccolo libro - con tanto di sovraccoperta - con una quindicina di pagine dedicate ai testi dei brani ed a foto in bianco e nero.Sulle alette della sovraccoperta appare un testo introduttivo del violinista bresciano Michele Gazich (che suona nella sua band) . Nel suo scritto Gazich fa un paragone tra Olson e Jean Paul Sartre.Non ha tutti i torti. Questo, per la genesi e per la storia umana che lo avvolge, lo potremmo definire un “disco esistenzialista”. L'esistenza è il divenire; secondo la definizione di Heidegger è ex-sistere ("non permanere"), ovvero ciò che è sottoposto a un continuo mutare e a un continuo proiettarsi verso ciò che ancora non è. E Olson sta evolvendo la vita e la musica; si proietta in avanti, con un pugno di melodiche ballate, sofferte e struggenti, in cui blues, rock e radici vanno a braccetto. L’artista ha scritto canzoni e inciso demo ad Oslo, a Cracovia, a Minneapolis. Nell’arco di otto mesi sono nati una ventina di brani; tra questi ne ha selezionati undici (a cui se ne sono aggiunti altri due per l’edizione europea del cd) per la maggior parte registrati, una volta tornato negli Usa, in studio con una band; uniche eccezioni “My one book philosophy”, e i due bonus europei, “Copper Coin” e “Your time will”... tre brani che sono rimasti nelle scarne, ma suggestive versioni dei demo incisi a Oslo. La prima canzone scritta è quella che apre il disco “My Carol”, non poteva che nascere in una stazione ferroviaria per il blues in viaggio. Commovente è “Keith”, un ricordo del padre morto suicida. "Sandy Danny" è invece l'omaggio alla splendida vocalist dei Fairport Convention scomparsa quasi trent'anni fa. Mark Olson fu il co-fondatore con Gary Louris (guest star nel cd) dei “Jayhawks”, gruppo emblema, a cavallo tra gli anni ‘80 e ’90, del roots rock che affonda nella tradizione nord-americana; Poi avviò l’esperienza dei “Creekdippers” con la moglie cantautrice Victoria Williams (per inciso, la cantante, nonostante sia ammalata di sclerosi multipla, è un altro personaggio solare... la dolce Minnie, come la chiamano i fans della “musica delle radici”). Chiusa la storia d’amore e professionale con Victoria che lo ha svuotato – love & music stanziali, che avevano come location il deserto della California - Olson si è messo in viaggio. "Ho vagabondato - dice l’artista - ho cercato di scrivere meglio che potevo. Ho spinto me stesso in avanti più di quanto non avessi mai fatto". Salvarsi con il blues. Usare la musica (ed il viaggio) come terapia per curare le ferite della vita.