di Gaetano MennaIn copertina l’artista è appoggiato ad un plettro gigante... Ci fa venire in mente la pubblicità televisiva di un pennello (ricordate lo spot? «Per dipingere una parete non ci vuole un pennello grande ma un grande pennello»). Parafrasando, per suonare la chitarra acustica con la tecnica del flatpicking, non ci vuole un plettro grande ma un grande chitarrista. Uno dei più grandi in Italia è il genovese Beppe Gambetta, che è un punto di riferimento indiscusso per la “scuola di pensiero” del flatpicking (la chitarra suonata con il plettro, a differenza del fingerpicking, cioè pizzicata con le dita...). Si intitola “Slade stomp” il nuovo disco di Gambetta (distribuito da IRD, www.ird.it). E’ il decimo album del chitarrista ed il primo che ha interamente registrato da solo, con le sue chitarre acustiche a 6 e 12 corde... la chitarra-arpa della tradizione genovese dei primi del 900 e quella “slide” tipica del blues. Chitarra e voce, “in solitario”, con composizioni ispirate ai maestri (contemporanei e del passato), che lo hanno formato, coinvolto, e permesso di creare il suo stile personale. Artisti come Norman Blake, Clarles Sawtelle, Dan Crary, Doc Watson... Omaggio a cominciare dal titolo del cd: “Slide stomp” era il misterioso pseudonimo usato da Charles Sawtelle, morto alcuni anni fa di leucemia («il suo stile misterioso e sempre pronto all’ironia è in sintonia con il carattere del nuovo cd», dice il maestro genovese del plettro). Disco suonato da solo ma ricco di sonorità, per le numerose sovraincisioni. Pazzesco il brano “1000 flatpickers at the court of King Norman” ottenuto con ben 119 sovraincisioni su tracce separate per rendere omaggio a sua maestà Norman Blake. Racconta Gambetta in un’intervista al periodico “Chitarre”: «L’idea dalla quale è partita la composizione del brano è stata quella di circondare la casa di Norman Blake (noto per il suo carattere schivo e riservato) con mille flatpickers per festeggiare il giorno del suo compleanno. La registrazione vuole ricreare in studio quell’evento mai accaduto». Completano il cd, due bonus tracks “live”, che lo vedono duettare con il mandolinista Dave Grisman e con Gene Parsons (dei Byrds).