di Roberto Codazzi CREMONA — La solenne inaugurazione è fissata per giovedì 31 maggio alle 12 alla presenza del Papa Benedetto XVI, che impartirà la benedizione allo strumento. E chissà che a Joseph Ratzinger, musicista militante, appassionato soprattutto dell’arte di Mozart, non venga voglia di accennare qualche nota sul nuovo organo realizzato da Daniele Giani per la Cappella del Palazzo del Governatorato della Città del Vaticano, complesso che si trova proprio dietro alla Basilica di San Pietro. È questo il lavoro più importante portato fin qui a termine dal giovane quanto bravo organaro cremonese, che in pochi anni ha saputo trasformare il suo laboratorio di Corte de’ Frati in un vero e proprio cenacolo dell’arte organaria. La nuova creazione romana è stato sviluppata in gran segreto. Il tutto è iniziato nel novembre 2006, quando Giani è stato convocato sotto il Cupolone per i primi sopralluoghi. Il suo progetto era stato infatti scelto tra quelli di altre importanti case organarie italiane. In dicembre è partita la costruzione dell’organo, fortemente voluto da monsignor Giovanni Lajolo, presidente del Governo Vaticano. «A fine anno sono iniziati i progetti esecutivi — racconta Giani — e sono immediatamente partito con la costruzione mantenendo ritmi di 14/16 ore di lavoro, ovviamente anche il sabato e la domenica». Giovedì 31 maggio, contestualmente all’inaugurazione, Giani presenterà al Papa il volume di 120 pagine, stampato a Cremona da Fantigrafica, che illustra tutte le fasi di costruzione dello strumento. «Il libro è a cura di Silvia Lottini, una mia collaboratrice in ditta, i testi sono miei, le foto sono del cremonese Bocelli. Il volume comprende le lettere di presentazione del vescovo Dante Lafranconi e del presidente della Provincia, Giuseppe Torchio. Al termine dell’inaugurazione omaggerò Sua Santità di una copia del volume con copertina in pelle bianca». Il Pontefice concederà udienza al pubblico che assisterà alla cerimonia tramite maxischermo montato nel piazzale antistante il Palazzo del Governo. Farà seguito il concerto inaugurale affidato a Gianluca Libertucci, organista di San Pietro. È lo stesso Giani a illustrare le caratteristiche tecniche del suo intervento. «Il prospetto di profilo rettilineo è composto da 43 canne in lega di stagno, disposte a cuspide centrale e ali in cinque campate, le bocche sono con labbro superiore a mitria segnata dall’interno. La canna maggiore è il Do1 del Principale 8’, il registro segue regolarmente in facciata poi sul somiere immediatamente dietro le lesene. La trasmissione è interamente meccanica, sia per la tastiera e pedaliera come per i registri. Le tastiere, posta in consolle a finestra sono dotate di 58 tasti; i diatonici sono placcati in osso e i cromatici sono in legno di noce con placcatura in ebano filettato in osso. La pedaliera del tipo piana-parallela è dotata di 30 pedali. I registri sono comandati da pomoli in ebano con movimento orizzontale frontale. Disposti in quattro colonne ai lati delle tastiere, contrassegnati da targhette cartacee poste tra le feritoie, comandano i 20 registri». In questi ultimi anni l’artigiano di Corte de’ Frati ha svolto una mole di lavoro impressionante, raccogliendo commesse sempre più prestigiose. Ben 46 gli strumenti restaurati integralmente, tra cui quello della chiesa di Roncole di Busseto dove mosse i primi passi Giuseppe Verdi. Tra i nuovi organi spicca quello progettato per la chiesa di Sant’Antonino a Piacenza.