di Roberto Codazzi Sembra il remake della favola di Cenerentola perché narra di un ragazzo di 28 anni che ogni domenica suona alla messa in tre parrocchie diverse del casalasco e di punto in bianco viene scelto da Riccardo Muti a ricoprire il posto di organista del Teatro alla Scala. Una favola moderna che ci facciamo raccontare dall’interessato, il rivarolese Lorenzo Bonoldi, da lunedì scorso in forza al Teatro del Piermarini. Maestro Bonoldi, come è nata la sua passione per la musica? «Ho iniziato a 8 anni ma non su spinta dei miei familiari, benché mio nonno materno sia un melomane accanito. A dire il vero all’inizio ero più attratto dai gruppi rock e il mio sogno era quello di suonare le tastiere in una band». Il passaggio alla classica come è avvenuto? «A un certo punto sono stato indirizzato verso un insegnante di pianoforte di Bozzolo, Pietro Mussini, un maestro molto rigido che mi ha impostato come si deve. Lì ho scoperto la musica classica, ed è stata una rivelazione». Poi è arrivata la passione per l’organo. «Uno strumento misterioso che mi affascinava. Una domenica, nella chiesa di Rivarolo ho chiesto di salire in cantoria e ho scoperto un mondo tutto nuovo». Finché è diventato organista di parrocchia. «Avevo 11 anni e sul Lingiardi della parrocchiale combinavo disastri. Ma su questo strumento ho suonato i primi Corali di Bach. Poi, subito dopo le medie, mi sono iscritto al Conservatorio di Milano». Dove ha studiato con quel grande maestro che è Giancarlo Parodi. «Un grande maestro con cui è nata anche una bella amicizia». Rivarolo, il suo paese, si conferma una fucina di talenti della musica. «È il paese di Gorni Kramer e di Emilio Soana: li ho conosciuti entrambi». Anche il mitico Kramer? «Era già molto anziano ma rimase incuriosito da quel ragazzino che suonava l’organo in chiesa. Volle conoscermi e mi invitò a casa sua assieme a mio nonno. Un incontro che ricordo con emozione». E Soana, la tromba d’oro di Rivarolo? «È un grande musicista e una persona molto umile. In duo con lui ho suonato al funerale di Kramer, nel 1995». Ora che ha vinto alla Scala suonerà ancora in parrocchia? «Lo spero, dovrò valutare gli impegni. Di parrocchie ne ho tre perché ogni domenica suono a tre messe: alle 9 al Santuario della Fontana a Casalmaggiore, alle 10,30 a Martignana, alle 17 a Rivarolo».Lorenzo Bonoldi è nato a Bozzolo nel 1977 ma a 3 anni si è trasferito con la famiglia a Rivarolo Mantovano. Nel 1998 ha conseguito il diploma in organo e composizione organistica al Conservatorio di Milano, con il massimo dei voti e la lode. Nello stesso anno si è diplomato in pianoforte. Vincitore di una borsa di studio indetta dalla SIAE per i migliori allievi dei Conservatori, ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti tra i quali il 1° premio al Concorso nazionale ‘Monserrato’ di Vallelonga e il 2° premio al Concorso internazionale ‘Bucchi’ di Roma. Si è perfezionato con maestri di fama mondiale quali Lorenzo Ghielmi, Klemens Schnorr, Daniel Roth. Collabora con diversi gruppi cremonesi tra cui il Coro Polifonico diretto da Federico Mantovani. Il 21 marzo ha vinto il concorso di organista dell’orchestra del Teatro alla Scala.