di Gianluigi Colombi Il 2009 sarà l’anno di Ezzelino da Romano il terribile tiranno vicentino morto nelle segrete del palazzo pretorio il 25 settembre del 1259 dopo oltre una settimana di agonia per le ferite al capo riportate nell battaglia di Cassano d’Adda. Un avvenimento straordinario, 750 anni dopo, che il Borgo più Bello d''Italia vuole onorare con manifestazioni culturali ed evocative. L’associazione Castrum Soncini ha rinunciato alla tradizionale rievocazione medioevale in programma nella prima settimana di ottobre per concentrare lo sforzo organizzativo per Ezzelino da Romano. Nel 1959 la città murata rivisse il ritorno trionfale della cavalleria soncinese con Ezzelino in catene. Organizzata dal compianto professor Enea Ferrari, direttore della Scuola di disegno del castello, la rievocazione ebbe un successo di pubblico senza precedenti. Lo testimoniano le riprese effettuate allora dal cineamatore e maestro elementare Domenico Nino Riccardi. Una trentina di cavalieri, il carroccio e tante comparse attraversarono la città tra due ali di folla. Sul lato nord della torre civica, alla fine dell’Ottocento, venne murata una lapide che ricorda la morte di Ezzelino avvenuta dopo la sua cattura in battaglia. Era l’anno 1259 e la Valle Padana era controllata da un triunvirato imperiale, con Ezzelino, Oberto Pallavicino, Podestà di Cremona, e Buoso da Dovara, Podestà di Soncino. L’alleanza si ruppe per questioni politiche dopo le scelleratezze del tiranno veneto a Brescia dopo la conquista della città. Ezzelino puntò su Soncino, dopo aver espugnato Orzinuovi. Nella città murata il Pallavicino e il Dovara erano pronti coi loro eserciti. Non vi fu l'attacco. Ezzelino seppe che da Milano stavano per sopraggiungere aiuti ai soncinesi. Giocò d'azzardo: lasciò la valle dell’Oglio e puntò verso Milano. La battaglia tra l’esercito milanese ed Ezzelino avvenne sotto il castello di Cassano d’Adda.