di Annalisa CostaIl Fillmore è abbastanza affollato, già alle 21.30 tutti i tavolini sono occupati. Molta gente in piedi davanti al palco ed altri seduti sui gradini. Alle 22.30 Joe Bonamassa sale sul palco, accompagnato da Carmine Rojas (basso), Hargrove Bowles (batteria), Rick Melick (tastiere) (dunque in quartetto, prima novità della serata, e non con il solito trio). Ai brani alla chitarra elettrica (l'intramontabile Gibson Les Paul "oro") Bonamassa ne ha alternati un paio eseguiti alla chitarra acustica (a metà concerto): e si è trattato dell seconda novità della serata, "annunciata" nell'ultimo cd Sloe Gin. La sua tecnica è perfetta: l'impatto sul pubblico è notevole quando si lancia negli assoli e in virtuosismi alla chitarra acustica (stile 'volo del calabrone' o alcuni intro dei Van Halen - uno di questi brani alla chitarra acustica è sicuramente "Woke up Dreaming"da Blues Deluxe, il mio preferito tra quelli che ha suonato).Ogni brano è un mix di contaminazioni e "citazioni" : a fine concerto in uno dei brani esegue addirittura l'assolo di "Dazed and confused" dei Led Zeppelin, mentre la ritmica di un altro brano fa subito pensare a "Pride and joy" di Steve Ray Vaughan. Questa varietà di influenze (poco rielaborate in chiave personale però) si sente anche alla voce. Il suo timbro roco ricorda, nei blues, John Mayall, mentre i pochi brani lenti sono quasi pop/folk e un pò banali, e la voce si fa meno graffiante. La serata è stata però un successo, il pubblico soddisfatto.Rimane qualche perplessità di fondo: se Jimmy Page improvvisava, Joe Bonamassa imita e, sebbene virtuoso, è difficile cogliere un suo stile personale al di là dell'originalità o meno. Anche se questo suo modo di attingere a vari generi abbinato all'alto livello tecnico - che richiama gli alfieri del genere, i disciolti Phish di un altro chitarrista dalle radici italiche, Trey Anastasio - potrebbe apparire come un segno di originalità.Riassumendo: il live stage di Bonamassa alterna brani blues, ballate folk e qualche brano alla SRV; molta attenzione hanno richiamato le performances acustiche, alle quali è passato a metà concerto. Il quartetto del chitarrista 30enne di Utica (NY) ha suonato per circa un'ora e mezza entusiasmando la platea che a più riprese è stata coinvolta nei cori.Il suo è un rock blues che riflette molte influenze: dal blues di fine anni Sessanta ai già citati Led Zeppelin e Steve Ray Vvaughan. E' un musicista di altissimo livello tecnico ed è supportato da una band bravissima con suoni molto puliti e dalla potenza incontestabile.Qui sotto puoi ascoltare qualche estratto dal concerto http://www.youtube.com/watch?v=eGV5sIt-cPA http://www.youtube.com/watch?v=kqP7Co3q7ys http://www.youtube.com/watch?v=Mx-hUX7QTa8 http://www.youtube.com/watch?v=1J5rCLh1g-0 http://www.youtube.com/watch?v=KeAf3y8d4MUA questo link, invece, su Bonamassa TV, uno splendido estratto del concerto al North Sea Jazz Festival oltre ad una illustrazione filmata della sua strumentazionehttp://link.brightcove.com