La storia di Mara Galeazzi è la sintesi esemplare del destino di molti –eccellenti- ballerini italiani. Diplomata con il massimo dei voti alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, per poter vedere realizzate le sue aspirazioni artistiche ha scelto di vivere fuori dal suo paese. Il destino e il talento l’hanno portata tra le file di una delle più prestigiose compagnie di balletto del mondo, il Royal Ballet di Londra e proprio del Royal Ballet Mara ha scalato tutta le gerarchia diventando – terza italiana nella storia del complesso britannico, dopo Alessandra Ferri e Viviana Durante- prima ballerina. Un imprimatur, questo, che racchiude ben più del riconoscimento di una qualità tecnica di altissimo livello: è l’indicazione pubblica e imprescindibile dell’estro, talento, personalità e sensibilità di un’artista capace di far vibrare di verità i ruoli che interpreta e che sa cesellare in maniera unica e inconfondibile.E Mara, con le sue linee lunge e nervose e il volto straordinariamente espressivo è ben presto diventata una delle interpreti di riferimento per i ruoli drammatici e controversi di uno dei home choreographers del Royal Ballet, il grande Kenneth Mac Millan, autore di alcuni dei balletti narrativi più importanti dei nostri tempi – da Romeo e Giulietta, a Mayerling, a Manon. Ma se proprio Mara è una Giulietta, Manon e Marie Vetsera tra le più amate della compagnia britannica, è anche vero che negli oltre quindici anni di attività con il Royal Ballet, la nostra danzatrice ne ha assorbito il mirabile, raffinato e luminoso English Style, fatto di purezza e grazia aristocratica, esaltata nel grande repertorio classico- custodito dagli inglesi con gelosa cura- e nelle espressioni novecentesche di autori come Ashton o Balanchine.Dicevamo all’inizio che la storia di Mara è esemplare. Non solo per il meritato riconoscimento internazionale del suo talento, quanto per il fatto che per troppo tempo in Italia non è stato possibile ammirare ‘in diretta’ la sua qualità e personalità. Da qualche stagione però, fortunatamente, la ballerina bresciana è tornata sulle nostre scene, guest di importanti gala internazionali, oppure –come in questo caso- alla testa di un gruppo di solisti e primi ballerini del Royal Ballet, in programmi appositamente concepiti per offrire agli spettatori un ventaglio del repertorio danzato sera dopo sera da questi eccellenti interpreti, oltre che piccoli preziosi cammei della sua personale galleria di personaggi.Come vedremo, infatti, tra i titoli ecco che spicca la celebre e amatissima Scena del Balcone da Romeo e Giulietta di Mac Millan e-sempre di Mac Millan- il malinconico duetto dell’Addio tra Masha e l’innamorato Vierscinin da Winter Dreams, toccante trasposizione coreografica di Tre sorelle di Cechov. Ma, a dimostrazione dell’eclettismo della nostra ballerina, c’è anche spazio per una divertita declinazione del rapporto di coppia, in Come neve al sole di un coreografo italiano, che –guarda caso- ha svolto tutta la sua carriera a Stoccarda, Rolando d’Alesio. E se dal Balletto di Stoccarda arriva anche il primo ballerino russo Alexander Zaitsev (che interpreta un bell’assolo del coreografo tedesco Uwe Scholz) dai ranghi del Royal Ballet giungono gli altri danzatori protagonisti della serata, a partire da primi ballerini come la raffinata Sarah Lamb e il duttile Edward Watson e astri nascenti come i first soloists Lauren Cuthberson e Martin Harvey, tutti impegnati sia in brani tratti dall’attuale repertorio del Royal Ballet (La Sylphide, vero e proprio hit della scorsa e dell’attuale stagione), sia in drammatici brani da concerto (lo spettacolare passo a due da Spartacus) sia in coreografie di nuovi autori,come Patrick Delcroix del Nederland Dans Theater, o William Tuckett, attivo con il Royal Ballet.A chiudere l’incontro con Mara Galeazzi e i suoi eccellenti compagni d’arte sarà però ancora un lavoro di Kenneth Mac Millan, coloratissimo grazie ai bizzarri costumi ideati dal disegnatore Ian Sperling e per una volta spiritoso e ironico con quello speciale tocco umoristico di scuola britannica: Elite Syncopations, balletto ragtime su brani di Scott Joplin, nel quale i ballerini mettono in mostra tutta la loro verve e voglia di divertirsi per e con il pubblico di questo incontro italiano che, sicuramente, per Mara ha molti significati. (silvia poletti)