Metti un sabato sera che fuori pioviggina e decidi di rifugiarti al Ponchielli per assistere al concerto degli Uomini in frac, capitanati da Peppe Servillo per un tributo a Domenico Modugno. Ad accoglierti, nell' atmosfera calda di una platea variegata, ci sono le note di Selene e subito dopo di Tu si' 'na cosa grande pe' mme 'na cosa ca me fa nnammura' . E parti, parti, immerso in questa suggestione notturna lasciandoti trasportare dalla musica del cantautore pugliese rivisitata in chiave jazz. E ascolti i brani come fossero eternamente nuovi, anche se legati alla tradizione popolare. La voce da 'cantante-teatrante' di Peppe Servillo apre lo spettacolo salutando il pubblico con l'usuale 'buona creanza' partenopea e introduce alcuni pezzi raccontandone la storia, senza mai strafare . Accompagnato al pianoforte da un Danilo Rea non appariscente nell'accompagnamento armonico, ma eccelso, Servillo ha cantato Un uomo in frac e Volare, insieme al pubblico. La musica di Mimmo, ha avvolto, a turno, strumento per strumento, il Teatro. Le note della chitarra di Fausto Mesolella - già chitarrista degli Avion Travel -, e del trombone di Gianluca Petrella sono state sublimi, perfettamente in grado di conciliare la "melodicità" della voce del cantante con le loro 'parti' più jazzate e dissonanti. Non da meno gli altri componenti del gruppo Furio di Castri, contrabbasso - ideatore del progetto che sta sulle scene ormai da quasi tre anni -, Javier Girotto al sax e clarinetto, Cristiano Calcagnile alla battteria e Mimì Ciaramella (Avion Travel), percussioni. Un capitolo a parte merita Mimmo Epifani, voce mandola e mandolino che ha coinvolto il pubblico in una vorticosa La donna riccia nun la voglio no! E poi canzoni, sempre eleganti, per non dimenticare: Lazzarella, le Nuvole, Pasqualino Maraja E sul bis, acclamato a gran furore dal pubblico, gli artisti hanno proposto Pisci Spada, e O ccafè. Per un'ora di poesia ... quaggiù, con te! Isabella Ferrari Aggradi