di Daniela Simonetti Per molti era semplicemente Marcello, per Fellini era ‘Snaporaz’, per tutti è stato più di un attore, un protagonista senza tempo del cinema non solo italiano. Un volto particolare, la dolcezza dei tratti, il fascino e il carisma di un uomo istrionesco e timido insieme, Mastroianni è morto dieci anni fa, il 19 dicembre, a Parigi. Diretto dai maggiori registi di tutti i tempi in circa 150 film, Mastroianni è stato soprattutto l’alter ego di Federico Fellini e, se proprio c’è un anno che ha cambiato radicalmente il destino di Marcello, è sicuramente il 1960, quello della Dolce Vita: graffiante ritratto della decadenza romana di quei tempi, premiato fra polemiche e contestazioni con la palma d’Oro a Cannes dalla giuria presieduta da Georges Simenon e di cui faceva parte Henry Miller. Film-capolavoro di Fellini, autore del soggetto insieme a Ennio Flaiano e a Tullio Pinelli, in cui Marcello interpretava Marcello Rubini. L’Italia si appresta a ricordarlo ovviamente facendo rivedere ancora una volta il suo volto sullo schermo: il 19 dicembre alla Casa del cinema sarà proposto L’ armata ritorna di Luciano Tovoli: film drammatico del 1983, tratto dal romanzo di Ismail Kadarè, che mette in luce la crudeltà e l’ottusità della guerra. Mastroianni vi recita insieme a Michel Piccoli e Anouk Aimee. Ed è uno dei pochi film che non è stato proiettato durante la corposa rassegna dedicata all’attore in occasione della Festa del Cinema di Roma. Arriva invece nelle sale il documentario su Mastroianni di Mario Canale presentato all’ultimo festival di Cannes: accompagnato dalle musiche di Armando Trovaioli, e con la voce narrante di Sergio Castellitto (da sempre indicato come il suo erede), il paziente lavoro dei due registi unisce le interviste a Mastroianni e i ricordi delle figlie Barbara e Chiara e degli attori e registi che l’hanno conosciuto. Le testimonianze sono inframmezzate ai brani dei suoi film, immagini riprese sui set, brani di un vecchio documentario, realizzato da Antonello Branca nel 1965, dove Mastroianni si raccontava all’apice del suo successo. Il documentario narra di una vita vissuta con quello sguardo dolce e quel sorriso sornione e un pò malinconico. Racconta la leggendaria pigrizia di Mastroianni, che gli ha consentito di mantenere un morbido distacco e proteggere il suo mondo privato ma non gli ha impedito di essere sempre pronto per ogni ciak. Il documentario uscirà in dvd a Natale. Anche la televisione ricorda Mastroianni e, come accade sempre più spesso (e come è anche naturale per questo tipo di appuntamenti), il satellite arriva prima: SKY Cinema Classics gli dedica un ciclo di 9 film martedì 5, 12 e 19 dicembre dal preserale alla seconda serata, una carrellata di grandi successi: I soliti ignoti, La dolce vita, Una giornata particolare, Il bigamo, Divorzio all’Italiana, La decima vittima, Matrimonio all’italiana, Peccato che sia una canaglia, Il bell’Antonio. Proiezioni, mostre, testimonianze per provare ancora una volta a raccontare un attore che ha lasciato un segno così profondo e che sembrava prendere la vita con un tocco di leggerezza come dimostra la frase che disse a Eleonora Giorgi per tirarla su dopo un set defaticante (e che, in varie versioni, Mastroianni ha più volte ripetuto ai suoi interlocutori): «Non ti lamentare, non lo sai che noi facciamo il lavoro più bello del mondo? Pensa, siamo pagati per giocare!». La carriera, la passione per il cibo, un rapporto quasi paranoico con il telefono, fumatore accanito, e soprattutto le donne: leggenda e aneddoti, racconti e gossip lo accompagnano tuttora e ne hanno fatto un irresistibile tombeur de femme. E, se c’è una scena da lui girata che più di ogni altra consegna questa immagine ai posteri, è quella di Ieri, Oggi e domani (1963, di Vittorio De Sica, vincitore dell’Oscar come miglior film straniero), quando assiste ‘ululando’ al conturbante spogliarello di Sofia Loren, sua partner per eccellenza. In realtà, Mastroianni si sposò nel 1950, a 26 anni, con l’attrice Flora Carabella dalla quale non divorzierà mai per una sua scelta precisa. Ma, nel 1968, a Cortina, sul set del film Amanti di Vittorio De Sica, fu colpo di fulmine con l’attrice americana Faye Dunaway con la quale Marcello visse una turbolenta storia d’amore conclusasi dopo soli due anni con l'abbandono da parte dell'attrice. Poi una grande storia, quella con Catherine Deneuve, che andò avanti fino al 1974. Marcello da Flora ebbe una figlia, Barbara, e dal suo legame con Catherine nacque Chiara. Ma è la regista Anna Maria Tatò la donna che lo accompagnò nell’ultimo tratto della vita e che celebrò il suo compagno con un film-documento Marcello Mastroianni, mi ricordo, sì io mi ricordo uscito nelle sale nel 1996 dopo la morte dell’attore.