di Nicola Arrigoni CREMONA — Fabio Volo ieri è arrivato in città, a una settimana esatta dall’inizio delle riprese del film La febbre di Alessandro D’Alatri. Ieri l’incontro alla Feltrinelli per parlare dei suoi libri: Esco a fare due passi e E’ una vita che ti aspetto ha dato il via al suo ‘soggiorno cremonese’. Prima di concedersi a fan e lettori, Fabio Volo ha incontrato il ‘suo’ regista a cui deve la carriera d’attore e una nomination al David. «E’ tutta colpa sua — dice rivolgendosi a D’Alatri, nell’ufficio di produzione della Rodeo Drive, e cominciando a sparare battute —. Io non volevo far parte di Casomai, ma Al Pacino aveva detto di no e allora ho dovuto accettare, mio malgrado». E quindi per l’ex Iena inizia una nuova avventura cinematografica. «Ho letto la sceneggiatura de La febbre e mi è piaciuta subito. L’ho letta tutta d’un fiato e poi m’interessava lavorare con Alessandro D’Alatri per il rapporto che si è creato in Casomai. Io non sono un attore, sono riuscito, grazie alle indicazioni di D’Alatri e alla fiducia che lui ha riposto in me. Certo se la sceneggiatura de La febbre non mi fosse piaciuta sarebbe stata tutta un’altra cosa». «In Casomai avevo pensato il personaggio al di là di Volo, qui invece ho costruito il personaggio pensando a Fabio — spiega D’Alatri —. In Casomai era un uomo maturo, con famiglia, qui è uno che si affaccia alla vita». «Nel prossimo film interpreterò un liceale con il motorino, anche se devo sbrigarmi, perché i capelli se ne stanno a andando — interviene Fabio Volo —. La cosa più bella di Casomai? Quando siamo stati invitati in Florida per il festival internazionale di Fort Lauderlate. Tutto spesato, io e Alessandro ci siamo divertiti a girare in moto come due matti. Anche questo film lo porteremo in giro, vero Alessandro?». Cinema, tv, radio, teatro e libri. Fabio Volo ha una verve inesauribile. «Forse sto facendo quello che fanno i ‘famosi’, quelli che dopo la tv cominciano a sfornare film, libri e vanno in teatro. Lo so, forse da fuori sembra così. Ma tutto sta arrivando naturalmente, senza forzature, sto facendo quello che mi piace». Così pure il successo dei suoi libri... «Credo che dopo un certo numero di copie un libro si venda al di là della notorietà del suo autore». E intanto Fabio Volo, diviso fra teatro, radio e tv, pensa ad un nuovo romanzo. «Per ora ci sono solo appunti — afferma Volo —. Si vedrà, ci pensavo prima in piscina, ma è ancora prematuro parlarne. Ho terminato i miei impegni in radio, la tournée teatrale de Il mare è tornato tranquillo è finita la settimana scorsa. Insomma sono disoccupato e mi tocca lavorare con D’Alatri. Se va bene mi forniranno il telepass, i soldi li incassa tutti il regista». Un bresciano in terra cremonese, un bello scherzo per Fabio Volo, che conserva un leggero accento della terra della Leonessa. «Sul diario delle medie avevo le canzoni contro la Cremonese — confessa divertito —. Mi ricordo quando gli ultras ci hanno rubato lo striscione e le abbiamo prese di brutto. Io ero piccolo, questo è il mio ricordo di Cremona. Ma non credo che la città sia troppo diversa da Brescia, staremo a vedere».